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INTERPELLO N. 6/2015: : art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – lavoro a chiamata ex artt. 33 s.s. D. Lgs. n. 276/2003 e attività di soccorso e recupero nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati, D.P.R. n. 177/2011.

24 March 15

L’interpello n. 6/2015 ha per oggetto la richiesta di chiarimento da parte dell’Ordine dei consulenti del lavoro, in merito a chiarimenti sull’assunzione di operatori specializzati con contratto di lavoro intermittente ex artt. 33 e ss., D.Lgs. n. 276/2003 da parte di impresa appaltatrice incaricata dei servizi di soccorso e recupero nel settore degli ambienti sospetti o confinati ai sensi del D.P.R. n. 177/2011; operando il rinvio alle figure dei “sorveglianti che non partecipano materialmente al lavoro”, di cui al n. 11 della tabella allegata al R.D. n. 2657/1923.

L’interpello riguarda altresì se nel caso sopra richiamato è sufficiente certificare il solo contratto di appalto di servizi in forza del quale i lavoratori a chiamata vengono impiegati o se debbano essere oggetto di certificazione ex artt. 75 ss. D.Lgs. n. 276/2003 anche se per quest’ultima parte la Commissione si riserva di rispondere nel prossimo futuro, avendo al vaglio già precedenti richieste per lo stesso argomento.

Al fine di rispondere ai quesiti la Commissione ha richiamato l’art. 2 del D.P.R. n. 177/2011, ai sensi del quale “qualsiasi attività lavorativa nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati può essere svolta unicamente da imprese o lavoratori autonomi qualificati”, con particolare riferimento alla richiesta indicata alla lettera c) “presenza di personale, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto”.

Per quest’ultima ipotesi occorre effettuare la preventiva certificazione dei relativi contratti ai sensi degli artt. 75 ss. sopra citati, ai sensi del vigente dettato normativo.

Quindi, citando testualmente l’interpello: “dal riferimento espresso all’assunzione con “altre tipologie contrattuali”, non sembrano emergere preclusioni in ordine alla possibilità di attivare rapporti di lavoro di natura intermittente ai fini dello svolgimento di attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, fermo restando il rispetto delle altre condizioni di legge e, in particolare, il possesso da parte del lavoratore di una esperienza almeno triennale maturata in tale ambito. Tale possibilità risulterebbe ammessa in presenza dei requisiti anagrafici o oggettivi richiesti dall’art. 34 D.Lgs. n. 276/2003 ovvero, laddove nella fattispecie concreta si tratti effettivamente di personale che svolge la funzione di sorvegliante che non partecipa materialmente al lavoro, in virtù del richiamo di cui al n. 11 della tabella allegata al R.D. n. 2657/1923.”

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foto copertina "Servizio Navale Guardia di finanza"

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ARGOMENTI: INTERPELLO SPAZI CONFINATI SOCCORSO SICUREZZA