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INAIL - manuale operativo sul rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati.

05 February 15

Presentiamo il Manuale Operativo – rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati edito da INAIL Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti e Insediamenti Antropici.

Il documento sviluppa nello specifico gli adempimenti normativi nelle attività di bonifica dei siti contaminati, la valutazione del rischio e sua gestione nelle fasi di indagine del sito. Di seguito uno stralcio della presentazione del documento:

“Con sito contaminato si intende indicare una porzione di territorio, più o meno estesa, che può costituire un rischio ambientale e sanitario legato alla presenza di sostanze inquinanti nel terreno e/o nella falda acquifera.

La presenza di agenti chimici pericolosi e agenti cancerogeni e mutageni (complessivamente denominati “agenti chimici” nel seguito del documento) nel suolo insaturo e/o nelle acque di falda, o l’impiego degli stessi nelle attività di bonifica o di messa in sicurezza, non costituisce necessariamente un rischio per la salute e la sicurezza, in quanto esso dipende dalle caratteristiche tossicologiche, dalla concentrazione della sostanza, dalle modalità di trasporto e di esposizione alla stessa. È quindi necessario conoscere la quantità di sostanza alla quale un soggetto si trova effettivamente esposto e il periodo di esposizione tenendo conto delle diverse vie di penetrazione nell’organismo.

Il D.Lgs. 152/2006, Testo Unico Ambientale, fornisce le seguenti definizioni:

- Sito potenzialmente contaminato: Sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali risultino superiori ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica (AdR), che ne permettano di determinare lo stato o meno di contaminazione sulla base delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR);

- Sito contaminato: Sito nel quale i valori delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), determinati con l’applicazione della procedura di analisi di rischio, di cui all’allegato 1 alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006, sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati;

- Sito non contaminato: Sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrice ambientali risulti inferiore ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) oppure, se superiore, risulti comunque inferiore ai valori di Concentrazione Soglia di Rischio (CSR) determinate a seguito dell’analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica.

In Italia, nella maggioranza dei casi, l’origine di tale contaminazione è strettamente legata alla presenza di siti industriali, dismessi o in attività, di discariche abusive, non controllate o non adeguatamente gestite, come anche di punti vendita carburanti, presenti in numero elevatissimo su tutto il territorio nazionale. Le suddette aree, ove contaminate, richiedono un ripristino ambientale che deve essere necessariamente preceduto da attività di caratterizzazione, bonifica, messa in sicurezza d’emergenza, operativa e/o permanente, ai sensi del D.Lgs. 152/2006.

Se analizzate nell’ottica della prevenzione e protezione dei lavoratori, le attività di bonifica dei siti contaminati presentano molte similitudini con le attività lavorative di tipo civile ed edile (movimentazione con mezzi pesanti, scavi, trivellazioni, ecc.).

Tuttavia un’analisi approfondita dei cicli lavorativi evidenzia aspetti peculiari attualmente poco standardizzati in relazione a tutte le possibili tipologie di rischio. In particolare, tra i rischi professionali il più evidente è quello legato alla presenza di agenti chimici, quantitativamente e qualitativamente molto variabile nelle diverse matrici ambientali coinvolte e nelle diverse fasi di lavoro. L’intero ciclo di indagine e di bonifica infatti per definizione comporta [ISPESL et al., 2001]:

- frequente imprevedibilità dei rischi presenti, soprattutto nelle fasi preliminari di approccio all’area;

- forte variabilità degli interventi necessari, a seconda del tipo area e di situazione di contaminazione;

- successione degli interventi non rigidamente programmabile a priori, subordinati alle fasi di indagine e alle situazioni impreviste;

- compresenza di molteplici imprese, con competenze diversificate e possibile svolgimento di attività interferenti.

Il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici (DIT) dell’INAIL ha costituito un Gruppo di Lavoro, allargato ad enti ed istituzioni esterne su “Salute, ambiente e sicurezza nelle attività di bonifica dei siti contaminati”, finalizzato a elaborare documenti contenenti criteri e procedure utili per operare in sicurezza e per proteggere la salute dei lavoratori, presenti a qualsiasi titolo, in un sito contaminato o potenzialmente tale.

In particolare, il presente manuale operativo è finalizzato alla proposta di strumenti operativi per la valutazione e gestione del rischio per la salute da esposizione ad agenti chimici per i lavoratori presenti a qualsiasi titolo su di un sito contaminato o potenzialmente tale.

Il documento riguarda la sola gestione del rischio chimico, ma il datore di lavoro ha comunque l’obbligo di individuare tutte le possibili fonti di pericolo e valutare tutti i rischi ai quali il lavoratore è potenzialmente esposto ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Inoltre, in questa sede sarà presa in esame la procedura di gestione del rischio chimico ponendo principalmente l’attenzione sugli aspetti legati alla salute, fermo restando l’obbligo di valutazione del rischio per la sicurezza. Tale scelta è motivata dal fatto che essendo state individuate quali fonti di pericolo il suolo insaturo e/o le acque sotterranee contaminate, ad eccezione di casi particolari, il rischio per la salute risulta preponderante rispetto a quello per la sicurezza. Nel caso in cui come fonti di pericolo si considerassero le sorgenti primarie di contaminazione, ossia gli elementi causa dell’inquinamento (ad esempio accumuli di rifiuti, serbatoi, oleodotti, tubature, interrati o fuori terra, contenenti sostanze pericolose), i rischi per la sicurezza potrebbero risultare tutt’altro che trascurabili.

Quindi, l’applicazione di un corretto protocollo di gestione e la messa in atto, ove necessario, delle misure di prevenzione e protezione, così come definite nei successivi capitoli e allegati, consente di garantire un adeguato livello di salute per i lavoratori esposti ad agenti chimici provenienti da un suolo contaminato.”

 

(FONTE www.INAIL.it)

 

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