RISCHI > D.P.I.

Dispositivi di ancoraggio - linea flessibile temporanea UNI EN 795 TIPO B

09 February 16

DESCRIZIONE

Dispositivo di ancoraggio che impiega una linea di ancoraggio flessibile che devia dall'orizzontale di non più di 15° (se misurata tra gli ancoraggi di estremità e intermedi in qualsiasi punto sulla sua lunghezza).

Si tratta di un DPI di arresto caduta provvisorio costituito principalmente da una linea flessibile orizzontale fissata alle estremità su ancoraggi strutturali, dotata generalmente da un cricchetto per tensionare opportunamente la corda.

 

CARATTERISTICHE

Rientra nella norma UNI EN 795 ed è classificata di tipo B, diversamente dal tipo C deve essere marcata CE, rientrando tra i DPI.

Ai fini della norma UNI EN 795 per linea orizzontale si intende una linea che devia dall'orizzontale per non più di 15°.

Il carattere provvisorio dell’allestimento di tale dispositivo non esclude la presenza di punti di ancoraggio fissi permanenti predisposti per collegare la linea.

La linea flessibile è generalmente, costituita da un nastro di sicurezza messo in tensione da un cricchetto (che può essere dotato di un indicatore di tensione) lungo il quale l’operatore si può muovere liberamente, collegandosi con il sottosistema personale (imbracatura e cordino) mediante l’aggancio di un connettore conforme alla norma UNI EN 362, costituito generalmente un moschettone.

Le estremità del nastro sono generalmente dotate di asole o di connettori per poterle ancorare a punti d’ancoraggio (UNI EN  tipo A) se esistono.

In alternativa si possono creare dei punti di ancoraggio provvisori (UNI EN 795 tipo B) costituiti da fasce ad anello o fettucce in fibra tessile antitaglio per ancorarsi ad elementi strutturali quali travi pilastri ecc., oppure elementi provvisori appositamente studiati per resistere alle sollecitazioni trasmesse.

 

IMPIEGO

Sistema di ancoraggio impiegato per consentire, provvisoriamente, lo spostamento in sicurezza dell’operatore in zone dove esiste il rischio di caduta dall’alto in assenza di altre protezioni; il Regolamento Regionale emanato co nD.P.G.R.  Regione Toscana 18 dicembre 2013, n. 75/R richiede prioritariamente l’utilizzo di sistemi permanenti, sempre possibili sulle nuove costruzioni, mentre per quanto riguarda gli interventi sull’esistente, dovranno essere specificate le motivazioni in base alle quali tali misure permanenti non possono essere realizzabili. 

 

SPECIFICITÀ

Le linee di ancoraggio temporanee e mobili sono assimilabili a DPI, perché trasportabili ed in dotazione agli stessi operatori, quindi devono essere marcate CE.

E’ necessaria adeguata informazione, formazione ed addestramento dei gli utilizzatori da parte del datore di lavoro.

Richiedono una manutenzione periodica la cui cadenza dipende dalle caratteristiche tecniche del costruttore.

Tutte le informazioni fornite dal fabbricate, relativamente alle modalità di impiego del sistema di ancoraggio, dovranno essere fornite agli operatori che ne faranno uso.

 

CRITICITÀ

La particolarità dei sistemi temporanei è che generalmente non dispongono di punti ancoraggio fissi ma provvisori, quindi vengono utilizzate in situazioni molto particolari in sostituzione di sistema di ancoraggio fisso, negli interventi sull’esistente, in cui non è possibile utilizzare sistemi permanenti.

Proprio questa caratteristica ne costituisce il limite di impiego, poiché si deve essere certi che la struttura a cui vengono fissati i punti di ancoraggio provvisori siano sufficientemente resistenti ed in grado di reggere ad una sollecitazione minima di 15 kN orizzontalmente e nella direzione della linea;

Per il loro corretto utilizzo necessitano di tiranti d'aria con altezze assai notevoli.

Altri elementi di rischio, scaturiscono dal mancato rispetto dei tempi previsti per le verifiche periodiche, dall'effettuazione di manutenzioni da parte di personale non esperto e/o dalla mancata sostituzione di elementi danneggiati;

Altro elemento di criticità è legato ad un uso improprio del sistema di ancoraggio da parte di operatore scarsamente informato sulle caratteristiche del dispositivo e sui suoi limiti di impiego. 

 

ALTERNATIVE

Nessuna.

 

ISPEZIONI

Si devono prevedere le seguenti verifiche:

-Controllo approfondito di tutti i componenti prima e dopo il montaggio;

-Controllo dello stato di usura del nastro/cavo che ne costituisce la linea secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto del costruttore;

-Controllo degli attacchi tra imbracatura, sagola e/o coordino, moschettoni, e che non presentino bordi taglienti;

-Controllo che i punti di ancoraggio siano appropriati, almeno 15 kN ;

-Se si utilizzano delle fascette come punti di ancoraggio, verificare che il manicotto sia correttamente posizionato al fine di evitare qualsiasi abrasione o taglio delle stesse;

-Aggiornamento del fascicolo di manutenzione fornito dal costruttore.

 

SISTEMI E PROCEDURE COMPLEMENTARI

*Verificare delle condizioni di consistenza della struttura portante in prossimità dei punti d’installazione del dispositivo di ancoraggio;

*Rispettare il numero di operatori massimo che il costruttore ha previsto per l’utilizzo;

*Verificare il tirante d’aria (spazio libero da ostacoli al di sotto dell’operatore) disponibile al di sotto dell’operatore e confrontarla con la distanza d’arresto specifica del sottosistema di arresto caduta scelto; in base alla indicazioni del costruttore ed in base alla freccia massima dichiarata della linea flessibile;

*Istallare la linea preferibilmente all’altezza della testa dell’operatore e utilizzare sagole di lunghezza non superiore a quella indicata dal costruttore per ridurre il fattore di rischio per l’utente.

 

NORME DI RIFERIMENTO

D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81

Titolo III. Capo I, (uso delle attrezzature di lavoro)

Titolo IV, Capo II, Uso dei dispositivi di Protezione Individuale DPI art. 111 Obblighi del datore di lavoro nell’uso di attrezzature per lavori in quota

Titolo V, Capo I, Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro, artt. 161 e 162Allegato XXV Segnaletica di sicurezza

Allegato XXV, Segnaletica di sicurezza

UNI EN 363 Sistemi di arresto caduta

UNI EN 365 Requisiti per le istruzioni, l’uso e la marcatura dei dispositivi di protezione individuali contro le cadute dall’alto

UNI EN 795 Protezione contro le cadute dall'alto - Dispositivi di ancoraggio - Requisiti e prove.

Nell'area download dell'articolo è disponibile uno schema di sintesi.

 

Foto di copertina copyright coperturasicura.toscana.it

Testo a cura di: Regione Toscana, D.G. Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Settore Prevenzione Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro, che ne coordina l'attività (ing. Irene Chirizzi), affidata agli operatori dell'Azienda USL10 (coordinati da dr. Maurizio Baldacci) di Firenze per il sistema editoriale, all'. Arch. Roberto Angioni e Arch. Ilaria Saratti per conto della Fondazione Centro Studi e Ricerche Professione Architetto per la parte dei contenuti, previa validazione da parte della Regione Toscana coadiuvata da ASL3 (ing. Massimo Selmi), ASL5 (ing. Andrea Cini), ASL7 (dr Rolando Giomarelli) e ASL10 (ing. Alessandro Matteucci).

 (RIPRODUZIONE VIETATA A FINI COMMERCIALI - E' CONSENTITA LA DIVULGAZIONE A FINI INFORMATIVI CON OBBLIGO DI COLLEGAMENTO ALL'ARTICOLO E CITAZIONE DELLA FONTE)

 

STAMPA ARTICOLO

ARGOMENTI: 81 UNI EN 795 TIPO B LINEA FLESSIBILE DISPOSITIVI ANTICADUTA ANCORAGGI