CANTIERE > CANTIERI STRADALI

Coordinatore Sicurezza e cantieri stradali: tipologie, utenza e classificazione delle strade.

28 November 16

La valutazione dei rischi per i cantieri stradali da parte del Coordinatore Sicurezza può essere effettuata nel modo corretto solo se lo stesso Coordinatore Sicurezza ha ben presente quali sono le caratteristiche del luogo di intervento che possono incidere in modo diretto o indiretto generando rischi di varia natura.

I cantieri stradali si suddividono intanto in due tipologie:

*CANTIERE STRADALE FISSO

*CANTIERE STRADALE MOBILE

Il cantiere stradale fisso (obbligatorio con presenza di operatori a terra) consente una zonizzazione suddivisa in tre aree sulla direzione del traffico veicolare; la prima zona interessata da una segnaletica rivolta ai mezzi in avvicinamento, una seconda zona di segnaletica che evidenzi la posizione e l’area di intervento ed una terza e ultima zona ove sarà posizionata la segnaletica che informa sulla fine di ogni prescrizione indicata nella prima zona. I cantieri stradali fissi possono avere anche modifiche della loro estensione o spostamenti, se queste operazioni vengono eseguite entro un lasso di tempo che supera le 12 ore, allora continuano a poter essere definiti fissi, altrimenti se la modifica e lo spostamento ha una fascia oraria inferiore, rientrano nella definizione di cantieri stradali mobili, così come tutte quelle operazioni che procedono lungo la viabilità in modo dinamico con una variabile di velocità che solitamente non supera i 2 km orari.

Nel cantiere stradale mobile, sono presenti le prime due zone indicate al periodo precedente, mentre è assente la zona di fine prescrizione.

La segnaletica di avvicinamento, posizione e quella di fine delle prescrizioni hanno il compito di coadiuvare tramite una corretta informazione, visibilità e coerenza con il C.d.S. i guidatori dei mezzi percorrenti la viabilità oggetto dei lavori; dovranno essere utilizzati segnali di diverse tipologie (prescrizioni, indicazioni, pericoli) fino ad arrivare a segnaletica luminosa per agevolarne la visibilità ai mezzi in arrivo soprattutto nella zona di avvicinamento ai cantieri stradali di cui al periodo precedente. Non è un caso quindi che per la segnaletica stradale sia raccomandato l’utilizzo di segnali verticali e orizzontali dotati di sfondo giallo, capace di un maggior potere di luminanza e rifrangenza (oltre al carattere di temporaneità), fermo restando che tutta la segnaletica per opere stradali deve consentire medesima capacità di visualizzazione ai mezzi in arrivo e transito in corrispondenza dei cantieri stradali, sia nelle ore diurne, sia in quelle notturne.

Apriamo allora una breve parentesi sulla classificazione delle strade così come previsto dal vigente Codice della Strada e alleghiamo nell’area download dell’articolo uno schema si sintesi con le sezioni e caratteristiche di ciascuna tipologia:

 

CODICE DELLA STRADA AGGIORNATO
Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285
D.Lgs. n. 285/1992

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 2   
Definizione e classificazione delle strade  
(Art. 2, 3 e 4 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del C.d.S.)

1. Ai fini dell'applicazione delle norme del presente codice si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.

2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi:
   A - Autostrade;
   B - Strade extraurbane principali;
   C - Strade extraurbane secondarie;
   D - Strade urbane di scorrimento;
   E - Strade urbane di quartiere;
   F - Strade locali;
   F-bis - Itinerari ciclopedonali.

3. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti caratteristiche minime:
   A - AUTOSTRADA: strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero tracciato, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio ed aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione.
   B - STRADA EXTRAURBANA PRINCIPALE: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali coordinati, contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore; per eventuali altre categorie di utenti devono essere previsti opportuni spazi. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione.
   C - STRADA EXTRAURBANA SECONDARIA: strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine.
   D - STRADA URBANA DI SCORRIMENTO: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate.
   E - STRADA URBANA DI QUARTIERE: strada ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi; per la sosta sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna alla carreggiata.
   F - STRADA LOCALE: strada urbana od extraurbana opportunamente sistemata ai fini di cui al comma 1 non facente parte degli altri tipi di strade. 
   F-bis - ITINERARIO CICLOPEDONALE: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole della strada.

4. E' denominata "strada di servizio" la strada affiancata ad una strada principale (autostrada, strada extraurbana principale, strada urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la sosta ed il raggruppamento degli accessi dalle proprietà laterali alla strada principale e viceversa, nonché il movimento e le manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa.

5. Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento all’uso e alle tipologie dei collegamenti svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2, si distinguono in strade "statali", "regionali", "provinciali", "comunali", secondo le indicazioni che seguono. Enti proprietari delle dette strade sono rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune.

6. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed F, si distinguono in:
   A - statali, quando: a) costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale; b) congiungono la rete viabile principale dello Stato con quella degli Stati limitrofi; c) congiungono tra loro i capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi di provincia situati in regioni diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti collegamenti tra strade statali; d) allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di particolare importanza industriale, turistica e climatica; e) servono traffici interregionali o presentano particolare interesse per l'economia di vaste zone del territorio nazionale.
   B - regionali, quando allacciano i capoluoghi di provincia della stessa regione tra loro o con il capoluogo di regione ovvero allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la rete statale se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico.
   C - provinciali, quando allacciano al capoluogo di provincia capoluoghi dei singoli comuni della rispettiva provincia o più capoluoghi di comuni tra loro ovvero quando allacciano alla rete statale o regionale i capoluoghi di comune, se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico.
   D - comunali, quando congiungono il capoluogo del comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro, ovvero congiungono il capoluogo con la stazione ferroviaria, tranviaria o automobilistica, con un aeroporto o porto marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o nodi di scambio intermodale o con le località che sono sede di essenziali servizi interessanti la collettività comunale. Ai fini del presente codice, le strade "vicinali" sono assimilate alle strade comunali.

7. Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D, E e F, sono sempre comunali quando siano situate nell'interno dei centri abitati, eccettuati i tratti interni di strade statali, regionali o provinciali che attraversano centri abitati con popolazione non superiore a diecimila abitanti.

8. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel termine indicato dall'art. 13, comma 5, procede alla classificazione delle strade statali ai sensi del comma 5, seguendo i criteri di cui ai commi 5, 6 e 7, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio di amministrazione dell'Azienda nazionale autonoma per le strade statali, le regioni interessate, nei casi e con le modalità indicate dal regolamento. Le regioni, nel termine e con gli stessi criteri indicati, procedono, sentiti gli enti locali, alle classificazioni delle strade ai sensi del comma 5. Le strade così classificate sono iscritte nell'Archivio nazionale delle strade previsto dall'articolo 226.

9. Quando le strade non corrispondono più all'uso e alle tipologie di collegamento previste sono declassificate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dalle regioni, secondo le rispettive competenze, acquisiti i pareri indicati nel comma 8. I casi e la procedura per tale declassificazione sono indicati dal regolamento.

10. Le disposizioni di cui alla presente disciplina non modificano gli effetti del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, emanato in attuazione della legge 8 luglio 1986, n. 349, in ordine all'individuazione delle opere sottoposte alla procedura di valutazione d'impatto ambientale.

10-bis. Resta ferma, per le strade e veicoli militari, la disciplina specificamente prevista dal codice dell’ordinamento militare.

 

 

Una volta che il Coordinatore Sicurezza ha individuato correttamente in quale tipologia di strada andrà ad installarsi il cantiere, il centro dell’attenzione si dovrà spostare su quali sono gli utenti che interferiscono con la zona di lavoro e quali tipologie di edificazione caratterizzano i luoghi.

L’utenza della strada non è costituita soltanto dai guidatori “terzi” e relativi mezzi di spostamento ma anche e soprattutto da quella tipologia di soggetti che transitano a livello pedonale o tramite mezzi non a motore in corrispondenza della futura area di cantiere. E’ basilare una particolare attenzione anche alla viabilità per soggetti diversamente abili che deve essere prevista con eventuali modifiche ed implementazioni temporanee a seguito dell’installazione del cantiere.

 

Potrebbero interessarti anche:

CANTIERI STRADALI - IL MANUALE OPERATIVO "FACENDO STRADA".

 

LA SICUREZZA SUL LAVORO NEI CANTIERI STRADALI - INAIL.

 

CANTIERE STRADALE - OPUSCOLO INAIL PER I LAVORATORI.

 

 

Tieniti sempre aggiornato anche tramite:

 

NEWSLETTER SETTIMANALE

 

@CANTIEREPRO

Canale Telegram con le notizie del giorno.

 

(RIPRODUZIONE VIETATA A FINI COMMERCIALI DIRETTI O INDIRETTI PREVIA AUTORIZZAZIONE DELLA REDAZIONE - E' CONSENTITA LA DIVULGAZIONE A FINI INFORMATIVI CON OBBLIGO DI COLLEGAMENTO ALL'ARTICOLO E CITAZIONE DELLA FONTE)

Note redazionali: si prega di visionare la data di pubblicazione dell’articolo, le eventuali norme richiamate potrebbero essere superate.

 

STAMPA ARTICOLO

ARGOMENTI: CANTIERI STRADALI CANTIERE STRADALE COORDINATORE SICUREZZA CANTIERE SEGNALETICA