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Coordinatore sicurezza cantiere (CSE), scavo e rischio ordigni bellici.

20 October 17

In merito alla bonifica preventiva degli ordigni bellici, la Commissione per gli Interpelli del Ministero del Lavoro ha dato risposta ai quesiti presentati dal consiglio Nazionale degli Ingegneri. Nel dettaglio:

QUESITO 1

La valutazione del rischio di cui all’art. 91 comma 2 bis del D.Lgs. 81/2008 sia da intendersi relativa ai rischi derivanti dalle attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia, eseguite dai lavoratori delle imprese impegnate nel cantiere, oppure ai rischi derivanti dalla specifica attività di bonifica da eseguirsi da parte di impresa specializzata in bonifiche di ordigni bellici?.

QUESITO 2

La valutazione del rischio che deve effettuare il coordinatore per la Sicurezza , sia necessaria sempre, in ogni caso in cui in cantiere siano previste attività di scavo, oppure soltnto a seguito di specifica richiesta da parte del committente, motivata sulla base di dati storici oggettivi che testimonino la possibilità di rinvenimenti di ordigni bellici nell’area interessata dal cantiere?.

QUESITO 3

Quale sia il ruolo e le forme di collaborazione previste e consentite dalla normativa con il Ministero della difesa e/o lo Stato Maggiore della difesa, in quanto unici soggetti presumibilmente in possesso di mappature ufficiali in tema di ordigni bellici inesplosi, al fine di consentire al committente ed eventualmente al coordinatore per la sicurezza nei cantieri oggetto di scavo, di poter usufruire di dati storici attendibili che consentano una valutazione oggettiva dei rishi derivanti dalla presenza di ordigni bellici inesplosi?.

La commissione Interpelli evidenzia in premessa alle risposte ai quesiti sopra indicati che la legge 177/2010 modifica il D.Lgs. 81/2008 “Fatta salva l’idoneità tecnico-professionale in relazione al piano operativo di sicurezza redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri è eseguita dal coordinatore per la progettazione. Quando il coordinatore per la progettazione intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere, il committente provvede a incaricare un’impresa specializzata, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 104, comma 4-bis. L’attività di bonifica preventiva e sistematica è svolta sulla base di un parere vincolante dell’autorità militare competente per territorio in merito alle specifiche regole tecniche da osservare in considerazione della collocazione geografica e della tipologia dei terreni interessati, nonché mediante misure di sorveglianza dei competenti organismi del Ministero della difesa, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della Salute”.

Tali modifiche al D.Lgs. 81/2008 acquistano efficacia a partire dal 26.12.2015 (decorsi appunto 6 mesi dalla pubblicazione in G.U. del D.M. 11.05.2015).

 

RISPOSTA AL QUESITO 1

La valutazione del rischio inerente la presenza di ordigni bellici inesplosi deve intendersi riferita alle attività di scavo di qualsiasi profondità e tipologia ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/2008.

 

RISPOSTA AL QUESITO 2

La valutazione del rischio deve essere sempre fatta dal Coordinatore per la Sicurezza in fase progettuale, sulla base di dati disponibili:

*analisi storiografica;

*fonti bibliografiche di storia locale;

*fonti presso Archivio di Stato, Comitati Provinciali protezione antiaerea e prefetture;

*fonti del Ministero della difesa: Uffici BCM del 5° reparto Infrastrutture di Padova (per Italia settentrionale) e del 10° Reparto Infrastrutture di Napoli (per Italia meridionale e isole);

*stazioni Carabinieri;

*Aereofototeca Nazionale Roma;

*vicinanza a linee viarie, ferroviarie, porti o infrastrutture strategiche durante i conflitti bellici;

*eventuali aree precedentemente bonificate prossime a quelle in esame.

In alternativa alla ricerca presso i soggetti indicati è possibile analizzare il rischio tramite analisi strumentale o comunque la stessa potrà essere effettuata nel caso in cui i dati rinvenuti presso le fonti indicate possano non essere sufficienti a garantire una corretta analisi.

 

RISPOSTA AL QUESITO 3

Non esiste alla data odierna alcuna mappatura ufficiale dell’intero territorio nazionale relativa a possibili presenze di ordigni bellici inesplosi.

Il testo integrale dell’Interpello è disponibile nel download.

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