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Come autorizzare correttamente l’accesso del committente in cantiere?.

23 October 17

Nel rapporto non sempre idilliaco tra committente e coordinatore sicurezza uno degli aspetti di maggior criticità nella fase esecutiva è l’accesso di quest’ultimo al cantiere: visite più o meno attese con tempi di ingresso che in alcuni casi esulano dal normale orario di lavoro e la categoria di coloro che personalmente definisco ospiti inattesi che accompagnano il committente per i più svariati motivi, sono solo due degli esempi che rendono l’idea della difficoltà di gestire correttamente un cantiere, senza incorrere in inutili rischi diretti o indiretti.

Alcuni leggono questi rischi come non rientranti all’interno della sfera di competenza del coordinatore sicurezza; il committente, così come definito dal T.U. D.Lgs. 81 del 2008, può procedere dunque nella più completa autonomia operativa visti anche gli obblighi di verifica?.

Prima di dare una risposta, occorre una breve premessa che richiami gli oneri previsti dal D.Lgs. 81 del 2008 in capo al committente:

 

Articolo 93 - Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori

1. Il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all’adempimento degli obblighi limitatamente

all’incarico conferito al responsabile dei lavori.

2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c) d) ed e).

 

Quindi il committente deve verificare che il coordinatore sicurezza si adoperi nel rispettare gli obblighi che la normativa gli impone e per adempiere alla verifica di alcuni di questi, è necessario che acceda al cantiere.

Non è solo la mera curiosità sull’andamento dei lavori a generare la necessità di poter autorizzare l’accesso al cantiere da parte del committente, ma anche e soprattutto un obbligo che la normativa gli impone.

Il coordinatore deve procedere affinché l’accesso avvenga nei modi e tempi corretti traducendo tutte le informazioni all’interno di una procedura da inserire nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

Questo passaggio, che all’interno dei miei PSC io definisco procedure di accesso al cantiere, non riguarda solo il committente in realtà; accessi temporanei e di natura spot possono essere generati da effettive necessità che si potrebbero manifestare durante l’esecuzione dei lavori.

Pensiamo a imprese che, ancora non ufficialmente incaricate dal committente, potrebbero aver necessità di accedere ai luoghi per definire un preventivo, oppure ad eventuali futuri acquirenti che hanno l’esigenza di seguire l’avanzamento delle opere per sincerarsi della bontà delle stesse.

E’ bene dunque identificare un procedimento di preventiva informazione ed attuazione di alcune misure necessarie a garantire la sicurezza durante gli accessi, ricordando che il cantiere è un luogo di lavoro che per natura, anche nel caso in cui fossero sospese tutte le lavorazioni, può comportare rischi ai “visitatori”.

 

INFORMAZIONE

La procedura inserita all’interno del PSC consente a tutti i soggetti coinvolti (committente, imprese, lavoratori autonomi) di essere edotti con congruo anticipo sulle regole da rispettare per l’ottenimento dell’autorizzazione all’accesso. Il PSC infatti viene visionato e sottoscritto dalle parti e rappresenta il miglior modo di sottoporre tutte le procedure necessarie al regolare sviluppo del cantiere. Seppur non direttamente interessato dai gravami della normativa sulla sicurezza del cantiere, anche il Direttore dei Lavori dovrà essere coinvolto per questo tipo di informazioni.

 

REGOLE

All’interno del PSC saranno indicati gli orari in cui questi accessi saranno consentiti ed eventuali procedure di dettaglio; personalmente ritengo opportuno suddividere gli accessi in base ai soggetti che ne avranno necessità (escludo la possibilità di accesso a tutti coloro che non hanno un bisogno reale); l’ingresso a committente deve essere consentito sia al di fuori del normale orario di lavoro (si evitano interferenze e rischi) ma anche durante la normale operatività del cantiere, proprio per consentire le verifiche richiamate sopra e previste dal D.Lgs. 81/2008.

Per altri soggetti la regola si diversifica nuovamente in base alle caratteristiche del visitatore; per soggetti estranei all’attività del cantiere (es. futuri acquirenti) applico la regola di ingresso solo al di fuori degli orari di lavoro e debitamente accompagnati dal committente.

Altra cosa per le nuove imprese che, seppur in regime di mero sopralluogo, devono procedere con un preavviso al coordinatore sicurezza che provvederà a trasmettere il PSC per le opportune verifiche ed informazioni anche sull’utilizzo dei DPI necessari per la sola visita.

 

DPI

E’ evidente come il cantiere sia un luogo di lavoro che ha al suo interno rischi di vario genere anche nel caso in cui non siano attive le lavorazioni; per questo il coordinatore dovrà definire quali sono i DPI necessari anche per i non addetti ai lavori che si possano trovare a stazionare all’interno dell’area di lavoro.

I DPI si diversificano in base alle interferenze, partendo dalla necessità sull’utilizzo di scarpe antinfortunistica e elmetto, per essere integrati in base alle lavorazioni eventualmente attive, se il permesso di accesso prevede che lo stesso sia possibile anche durante le fasi di lavoro.

E’ ovviamente il committente che dovrà mettere a disposizione di se stesso e dei visitatori i DPI mancanti assicurandosi che gli stessi siano omologati alle vigenti normative.

 

Facciamo attenzione però sul comprendere quali sono realmente i soggetti coinvolti da queste procedure; spesso può accadere che per interventi anche di brevissimo periodo siano chiamati ad intervenire soggetti (es. gestore linea elettrica) che non sono visitatori ma vere e proprie imprese esecutrici e come tali sono chiamate ad adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 (es. idoneità TP, POS, ecc.). Sospendere il cantiere per consentire ad un gestore della rete di far intervenire i suoi tecnici (es.per uno spostamento di linea), al fine di renderlo “estraneo” alla normale operatività del cantiere è errore comune con conseguenze che possono essere disastrose. Cantiere era in precedenza e cantiere rimane anche durante questo intervento ed il gestore diventa impresa affidataria ed esecutrice perché l’intervento viene commissionato direttamente con la sottoscrizione di una richiesta di intervento.

 

Il professionista più esperto potrebbe rimanere perplesso rispetto alla reale possibilità che tutto ciò che viene tradotto in procedure sia effettivamente applicato nel mondo reale; la vita del cantiere in alcuni (troppi) casi esula dalla corretta applicazione delle normative ma ciò non toglie che il coordinatore sicurezza possa svolgere il suo compito nelle more di quanto prevedono gli obblighi di Legge.

Un’informazione preventiva e puntuale, regole certe e non interpretabili, pongono il coordinatore sicurezza in una posizione di forza anche per eventuali problematiche originate dal loro mancato rispetto; il fatto che quello del CSP e CSE sia un ruolo particolarmente critico e che lo stesso esponga il professionista alle variabili più disparate non implica che ci si debba arrendere a queste ultime.

 

F.to Geom. Alessio Cencioni

Professionista con venti anni di esperienza nel campo della sicurezza in cantiere.
www.studiotecnicocencioni.it

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