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Collaudo statico dispositivi anticaduta, linee vita e parapetti (FAQ).

30 June 17

Sul tema collaudo statico dispositivi anticaduta, per completezza documentale a seguito di installazione di dispositivi, linee vita e parapetti, così come previsto da alcune delle specifiche norme regionali in materia, riportiamo alcune interessanti FAQ.

DOMANDA:

Riguardo la relazione di calcolo per il fissaggio dei dispositivi anticaduta agli elementi strutturali di copertura, alla luce della nuova normativa UNI 11578, dai produttori mi arrivano voci discordanti sui carichi da applicare per eseguire tali verifiche. Vorrei un chiarimento riguardo il carico da applicare ai dispositivi per effettuare le verifiche, sia per gli ancoraggi puntuali (golfari, sottotegola, pali con dispositivo girevole) sia per gli ancoraggi di tipo C, sia per gli ancoraggi a rotaia rigida tipo D (per uno o più operatori). 

 

RISPOSTA:
La norma si rivolge ai produttori che devono certificare i prodotti da immettere sul mercato conformemente alle relative prescrizioni tecniche di riferimento.

I dispositivi UNI 11578 di tipo A possono essere pluriutente e devono resistere ad carico statico di 12 kN se per un solo operatore e 1 Kn per ogni operatore aggiuntivo
I dispositivi UNI 11578 di tipo C (dispositivi che utilizzano una linea di ancoraggio flessibile) sono varie le configurazioni che possono essere realizzate.

In ogni caso è il fabbricante che deve fornire il carico massimo trasmissibile in servizio dal dispositivo di ancoraggio alla struttura e le direzioni di carico pertinenti per il tipo di fissaggio e di struttura.
E' in base ai valori forniti dal produttore, che tengono conto anche delle possibili configurazioni (lunghezza della campata,numero massimo di utilizzatori collegati contemporaneamente, .....) che deve essere effettuato il calcolo per verificare l'idoneità della struttura di supporto.per i dispositivi di Tipo D la UNI 11578 prescrive ai produttori che il dispositivo sia in grado di garantire un carico statico di 12 Kn per il primo utilizzatore più 1 kN per ogni utilizzatore aggiuntivo. La struttura su cui tali dispositivi vengono collocati e il relativo sistema di fissaggio deve garantire una analoga capacità.

 

DOMANDA:

Quali carichi di verifica devo utilizzare per collegare dispositivi di ancoraggio fissi in copertura (mi basterebbe sapere i "tipo A" e i "tipo C") alla struttura principale? 
La uni 795 dice 1000daN per i tipo A e 2x1000daN per i tipo C....mi chiedo, sono valori validi sia per verifiche in condizioni di lavoro "in arresto caduta" che in condizioni di "trattenuta"?

Se il mio sistema lavora solamente "in trattenuta" c'è qualche modo per diminuire questi carichi di verifica? Sapete anche dirmi a quali norme vi riferite? Ed in condizioni di più utilizzatori come devo comportarmi?

Altro quesito riguarda il "Bordo raggiungibile dal Basso"....è OBBLIGATORIO che ogni punto della copertura sia raggiungibile e lavorabile da SOPRA la copertura stessa o posso lasciare zone sulle quali intervenire dal basso? Questo con particolare riferimento agli spigoli della copertura, per i quali la necessita coprire tutte le zone porta con se l'introduzione di numerosi ganci di rimando....

 

RISPOSTA:
Le normative in vigore relative ai ganci di sicurezza da tetto e dei dispositivi di ancoraggio, che comprendono punti di ancoraggio fissi o mobili destinati all'installazione permanente sono rispettivamente la UNI EN 517 e la UNI 11578. La norma UNI EN 795 in vigore si riferisce invece ai dispositivi di ancoraggio mono-utente non fissi ma che sono intesi per essere rimossi dalla struttura.
Entrambe le norme si rivolgono ai produttori che devono certificare i prodotti da immettere sul mercato conformemente alle relative prescrizioni tecniche di riferimento.
I ganci di sicurezza da tetto, UNI EN 517, sono monoutente e devono essere certificati per sostenere un carico statico di 10 kN
I dispositivi UNI 11578 di tipo A possono essere pluriutente e devono resistere ad carico statico di 12 kN se per un solo operatore e 1 Kn per ogni operatore aggiuntivo
Per i dispositivi UNI 11578 di tipo C (dispositivi che utilizzano una linea di ancoraggio flessibile) sono varie le configurazioni che possono essere realizzate. 
In ogni caso è il fabbricante che deve fornire il carico massimo trasmissibile in servizio dal dispositivo di ancoraggio alla struttura e alle direzioni di carico pertinenti per il tipo di fissaggio e di struttura.
E' in base ai valori forniti dal produttore, che tengono conto anche delle possibili configurazioni (lunghezza della campata,numero massimo di utilizzatori collegati contemporaneamente, .....) che deve essere effettuato il calcolo per verificare l'idoneità della struttura di supporto.
La normativa non prevede la possibilità di calcolare dispositivi anticaduta esclusivamente con funzione di trattenuta .
Per quanto riguarda il secondo quesito la copertura deve essere tutta raggiungibile in sicurezza, non necessariamente da sopra, ma comunque con dispositivi fissi o permanenti adeguatamente calcolati e descritti nell’ETC.

 

 DOMANDA:

Per mettere in sicurezza una copertura piana esistente, accessibile solo per manutenzione del tetto e dell'impianto fotovoltaico, è stata prevista l'installazione di parapetti su tutto il perimetro della medesima. Il mio compito è quello di eseguire la verifica strutturale del sistema di fissaggio alla struttura esistente. Le NTC prescrivono un carico orizzontale di 1,00 kN/m applicato alla quota del bordo superiore. Confrontandomi con la casa produttrice dei sistemi (parapetti) mi è stato riferito che "la verifica strutturale degli elementi e dei fissaggi deve essere condotta in ottemperanza alle norme tecniche delle costruzioni del gennaio 2008 integrate con la circolare del 2009 e che per i valori nominali di carico si deve invece fare riferimento alla norma tecnica di settore UNI EN 14122-3". E' lecito fare questa assunzione (considerando che la UNI di riferimento prescrive un carico orizzontale pari a 0.30 kN/m invece che 1,00 kN/m previsti dalle NTC ) ? I parapetti prodotti secondo i requisiti strutturali dettati dalla UNI 14122-3 sono quindi conformi per essere montati come DPC sulle coperture.

 

RISPOSTA:

Per i parapetti di ambienti ad uso residenziale le NTC (D.M. 14 Gennaio 2008  )   prescrivono che questi debbano resistere a carichi orizzontali lineari Hk pari a 1 kN/m applicati alla quota del bordo superiore ed è questo valore che deve essere tenuto presente per verificare i relativi fissaggi al piede.

la norma UNI EN ISO 14122-3: 2010 , non si applica propriamente alle costruzioni ma è rivolta a tutti i macchinari (fissi e mobili) in cui sono necessari mezzi fissi di accesso. La norma si applica alle scale, alle scale a castello e ai parapetti che fanno parte della macchina e può essere applicata anche alle scale, alle scale a castello e ai parapetti di quella parte dell'edificio in cui è installata la macchina, a condizione che la funzione principale di tale parte dell'edificio sia di fornire i mezzi di accesso alla macchina.

Si tratta di una norma tecnica volontaria, mentre le Norme Tecniche delle Costruzioni afferiscono ad un decreto ministeriale e quindi ad una fonte legislativa di rango superiore.

Non è sufficiente che un prodotto sia certificato ai sensi di una norma tecnica UNI perchè possa essere impiegato in ogni contesto se esiste una norma Nazionale, come in questo caso, che prescrive requisiti minimi più cautelativi. 
Si fa inoltre notare che la norma in questione si applica unicamente alla protezione di macchinari ed è estensibile secondariamente a quella parte dell'edificio in cui è installata la macchina e prescrive ad esempio altezze 1.10 m, mentre per la normativa nazionale è sufficiente che l'altezza utile sia 1.00 m.

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