ADDETTI AI LAVORI > ONERI PER LA SICUREZZA

CdS: sentenza su obbligatorietà oneri sicurezza.

07 April 15

Con sentenza n. N. 00001/2015 REG.RIC.A.P. (clicca e leggi) il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria) ha chiarito l’obbligatorietà di indicazione degli oneri di sicurezza interni aziendali da parte dell’Impresa offerente.

L’argomento, già affrontato nell'articolo "ONERI AZIENDALI DELLA SICUREZZA E COSTI DELLA SICUREZZA - ANALISI/DIFFERENZE/PROCEDURE" richiamando l’attenzione sulla suddivisione tra le due categorie così come indicato anche all'interno della sentenza stessa:

“- quelli da interferenze, contemplati dagli articoli 26, commi 3, 3-ter e 5, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e 86, comma 3-ter, 87, comma 4, e 131 del Codice, che: a) servono a eliminare i rischi da interferenza, intesa come contatto rischioso tra il personale del committente e quello dell’appaltatore, oppure tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti; b) sono quantificati a monte dalla stazione appaltante, nel D.U.V.R.I (documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze, art. 26 del d.lgs. n. 81 del 2008) e, per gli appalti di lavori, nel PSC (piano di sicurezza e coordinamento, art. 100 D. Lgs. n. 81/2008); c) non sono soggetti a ribasso, perché ontologicamente diversi dalle prestazioni stricto sensu oggetto di affidamento;

-quelli interni o aziendali, cui si riferiscono l’art. 26, comma 3, quinto periodo, del d.lgs n. 81 del 2008 e gli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, secondo periodo, del Codice, che: a) sono quelli propri di ciascuna impresa connessi alla realizzazione dello specifico appalto, sostanzialmente contemplati dal DVR, documento di valutazione dei rischi; b) sono soggetti a un duplice obbligo in capo all’amministrazione e all’impresa concorrente.

Per ciò che concerne la stazione appaltante, gli artt. 86, comma 3-bis, e 87, comma 4, del Codice si riferiscono necessariamente agli oneri di sicurezza aziendali, poiché considerano eventuali anomalie delle offerte e giudizi di congruità incompatibili con i costi di sicurezza da interferenze, fissi e non soggetti a ribasso. Ne deriva che per tali oneri la valutazione che si impone all’amministrazione non è la relativa predeterminazione rigida ma il dovere di stimarne l’incidenza, secondo criteri di ragionevolezza e di attendibilità generale, nella determinazione di quantità e valori su cui calcolare l’importo complessivo dell’appalto.

Quanto alle imprese che partecipano alle gare, invece, esse devono specificamente indicare gli oneri di sicurezza aziendali, dato che trattasi di valutazioni soggettive rimesse alla loro esclusiva sfera valutativa. Tale tipologia di oneri, infatti, varia da un’impresa all’altra ed è influenzata dalla singola organizzazione produttiva e dal tipo di offerta formulata da ciascuna impresa.”

La vicenda oggetto della sentenza è inerente un bando per affidamento progettazione esecutiva ed esecuzione delle opere inerenti il completamento di una infrastruttura, da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa indetto nel febbraio 2013 dal Comune di Caserta. Veniva quindi effettuata la valutazione delle offerte tecniche e successivamente quelle qualitative composte da offerta economica e indicazione del tempo di esecuzione. La commissione di gara evidenziava che “l’offerta economica non riporta l’indicazione degli oneri della sicurezza interni o aziendali, la cui quantificazione spetta a ciascuno dei concorrenti in rapporto alla sua offerta economica. Ai sensi e per gli effetti degli artt. 86 e 87, comma 4 del Codice dei Contratti e dell’art. 26, comma 6 del d.lgs. n.81/2008, viene riconosciuta ai costi per la sicurezza da rischio specifico la valenza di elemento essenziale dell’offerta, a norma dell’art. 46, comma 1-bis, del Codice dei Contratti, la cui mancanza rende la stessa incompleta e, come tale, suscettibile di esclusione (CdS, sez. III, sentenza n. 4622/2012)”.

Per tale fatto veniva quindi esclusa l’Impresa che in fase di valutazione dell’offerta tecnica era risultata avere il punteggio più alto e veniva dichiarata aggiudicataria provvisoria e successivamente definitiva la seconda Impresa.

Per tale motivo l’Impresa esclusa ha presentato primo ricorso presso il T.A.R. di competenza che si è espresso con la sentenza n. 2010/2014 affermando che:

“a) il bando, nel prevedere un livello di progettazione definitiva rimesso alla stazione appaltante, non impediva ai concorrenti una specificazione degli oneri di sicurezza in sede di redazione (loro spettante) del progetto esecutivo, essendo questo il livello di progettazione sufficiente per il calcolo di tali oneri ai fini dell’offerta economica; solo le imprese partecipanti sono infatti in possesso di tutti gli elementi sui costi interni o aziendali utili per valutarne l’incidenza in rapporto all’entità e alla qualità dell’offerta economica;

b) l’obbligo di indicare gli oneri relativi alla sicurezza è desumibile dal disposto dell’art. 87, comma 4, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici; in seguito “Codice”), senza che al riguardo sia necessaria una specifica sanzione in seno alla lex specialis;

c) la violazione di tale prescrizione legislativa giustifica l’irrogazione della doverosa sanzione espulsiva.

Il Tribunale ha inoltre dichiarato irricevibile per tardività il terzo motivo del ricorso introduttivo (di impugnazione della legge di gara) e inammissibili, per carenza di interesse, i primi e i secondi motivi aggiunti con cui la ricorrente aveva impugnato l’aggiudicazione definitiva disposta a favore della controinteressata”.

L’Impresa interessata ha richiesto quindi l’annullamento della sentenza di primo grado, da cui l’emissione della sentenza da parte del Cds in sede giurisdizionale (Adunanza Plenaria) che ha definito l’obbligatorietà dell’indicazione degli oneri di sicurezza aziendali all’interno dell’offerta di gara, pena esclusione, anche se non prevista dal Bando.

 

F.to Redazione Tecnica

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