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Cassazione Penale, Sez. 4, 27 maggio 2015 n. 22378 : comportamento abnorme all’interno del cantiere e interruzione del nesso causale.

12 June 15

Ogni qualvolta si venga a creare una circostanza tale da introdurre un nuovo ed esorbitante rischio  all’interno di un cantiere, si interrompe il nesso casuale tra l’infortunio occorso e le posizioni di garanzia ricoperte dal datore di lavoro, dal dirigente preposto e dal coordinatore della sicurezza, facendo così venir meno le responsabilità loro ascrivibili.

Con la sentenza 27 maggio 2015 n. 22378, in linea con l’ormai costante orientamento giurisprudenziale, la Suprema Corte conferma nuovamente un importante principio in tema di responsabilità all’interno dei cantieri in caso di infortunio conseguente a comportamenti abnormi e/o a circostanze imprevedibili.

 IL FATTO: Durante i lavori di ristrutturazione di un edificio, un dipendente della ditta subappaltatrice alla quale erano stati affidati i lavori di intonacatura, cadeva rovinosamente a terra da un ponteggio dall’altezza di circa 4 metri, riportando gravi lesioni.

La caduta  avveniva a causa del cedimento del piano di calpestio del ponteggio che era stato oggetto di un maldestro intervento di riparazione effettuato utilizzando del fragile fil di ferro.

Il Tribunale di Trento assolveva in primo grado il datore di lavoro della ditta appaltatrice nonché gli altri imputati (ovvero il datore di lavoro della ditta subappaltatrice, il dirigente preposto e il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori), perché il fatto non sussisteva.

Riformando parzialmente la sentenza di primo grado, la Corte di Appello di Trento affermava invece la responsabilità degli imputati, sostenendo che sugli stessi gravava comunque l’obbligo della scurezza sul luogo di lavoro (in quanto il subappaltatore avrebbe dovuto inibire l’accesso al ponteggio oggetto della modifica) e che il comportamento abnorme ed imprudente, concretizzatosi nel pericoloso intervento di riparazione, era comunque avvenuto durante l’ordinaria attività lavorativa.

LA POSIZIONE DELLA CASSAZIONE: esaminando il caso, la Cassazione ha ritenuto corretta l’interpretazione assunta dal giudice di primo grado in quanto le evidenze processuali avevano permesso di constatare pacificamente come il ponteggio fosse integro in prossimità temporale dell’infortunio, come dimostrato da una foto scattata all’impalcatura il precedente venerdì che mostrava la stessa intatta.

La modifica operata sul ponteggio, presentandosi completamente fuori da ogni logica di ragionevolezza non essendo assolutamente il fil di ferro in grado di sorreggere il peso di una persona, è stata tale da configurare, secondo la Cassazione, un nuovo rischio altamente esorbitante rispetto all’ordinario rischio di caduta.

Secondo il concetto di rischio nuovo, ormai sancito dal costante orientamento giurisprudenziale, condiviso recentemente anche dalle Sezioni Unite, il comportamento interruttivo del nesso causale si verifica ogni volta si concretizzi  un comportamento abnorme o una circostanza totalmente esorbitante rispetto ai rischi che i garanti (datore di lavoro, coordinatore per la sicurezza etc.) sono chiamati a governare in forza della normativa D.Lgs. 81/2008.

Pertanto, ritenendo corretta  la posizione assunta dal Giudice di Primo grado secondo il quale, avendo gestito tutti i rischi all’interno del cantiere in modo appropriato, non si poteva certamente ritenere gli imputati responsabili per un rischio nuovo conseguente ad un intervento incauto e irragionevole verificatosi all’interno del cantiere, la Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello di Trento.

 

 

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ARGOMENTI: CANTIERE COORDINATORE DATORE DI LAVORO CASSAZIONE COMPORTAMENTO ABNORME