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Cassazione: uso prioritario dei DPC e dovere di vigilanza del Coordinatore Sicurezza.

24 November 16

Uso dei DPC e vigilanza del coordinatore.

Con sentenza 47834/2016 la Cassazione Penale (Sez. 4) si esprime su il ricorso presentato dai condannati in primo e secondo grado relativamente ad un infortunio occorso in quota, andando ad affrontare due aspetti prioritari per la sicurezza in cantiere in fase di esecuzione:

-la valutazione e l’uso di DPC (Dispositivi di Protezione Collettiva) in via prioritaria ai DPI (Dispositivi di Protezione Individuale);

-dovere di alta vigilanza e coordinamento da parte proprio del Coordinatore Sicurezza fino al termine dell’intera opera.

In premessa il fatto in esame consiste nell’infortunio occorso ad un operaio di una Ditta (sub-appaltatrice) durante lavori in copertura realizzati dalla Ditta richiamata unitamente ad altre Imprese sub-appaltatrici per conto della superiore impresa affidataria.

Il lavoratore subiva un infortunio a causa della caduta su un’apertura non protetta al piano di lavoro della copertura, mentre operava a ritroso durante la movimentazione del materiale.

Venivano condannati il datore di lavoro dell’impresa sub-appaltatrice, il legale rappresentante dell’impresa sub-appaltatrice e quello dell’impresa affidataria, unitamente ai due Coordinatori Sicurezza in fase di esecuzione per lesioni colpose. I Coordinatori Sicurezza venivano condannati per lesioni colpose per “non avere assicurato l'attuazione, nella concreta applicazione del piano di sicurezza e coordinamento in fase esecutiva (acronimo: P.S.C.E.) tra le imprese esecutrici dei lavori, di idonea precauzione in relazione - quanto al rischio di caduta dall'alto - al transito in prossimità di aperture profonde circa 6 metri, poste sulla tettoia da impermeabilizzare, alcune delle quali erano prive di apprestamenti anticaduta quali parapetti, tavole fermapiede, tavole calpestagli, grigliati o altri convenienti sbarramenti, misure (quali i parapetti o le recinzioni) che pure erano state previste dal piano di sicurezza e coordinamento in fase esecutiva proprio in riferimento alla presenza di aperture nei solai e nelle coperture”.

Il fatto in sintesi ha visto l’intervento sulla zona di lavoro interessata dall’infortunio di altra Ditta sub-appaltatrice che operando in corrispondenza dell’apertura sul piano di calpestio ha rimosso i parapetti posti a protezione di quest’ultima; su detta zona si avvicendavano i lavoratori della Ditta sub-appaltatrice (condannata) con soli Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Questo contravvenendo a quanto previsto nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e nello stesso Piano Operativo di Sicurezza (POS) della Ditta sub-appaltatrice condannata.

La Corte di Appello condannando gli imputati ha ribadito come:

*debba essere data priorità alla valutazione, previsione ed utilizzo di DPC e solo nell’eventualità che sia impossibile porli in opera di possa valutare un utilizzo di DPI specifici, così come previsto nel D.Lgs. 81/2008 (art. 111) e nel PSC e POS richiamati al periodo precedente;

*il Coordinatore Sicurezza debba procedere a vigilare e coordinare soprattutto nei momenti in cui diverse Ditte si alternano sul cantiere.

Gli imputati ricorrendo evidenziano come:

1. non c’era modo di installare DPC per la sequenza delle lavorazioni da realizzare;

2. fossero stati consegnati ai lavoratori i DPI necessari (imbracatura e funi);

3. l’operatore infortunato non utilizzava i DPI messi a disposizione (comportamento abnorme).

4. la possibilità di utilizzo di DPC “orizzontali” (griglie) in alternativa di DPC “verticali” (parapetti) era parere soggettivo del Ispettore A.S.L. intervenuto per i rilievi.

5. il dovere della “sola” alta vigilanza del Coordinatore Sicurezza;

6. la lavorazione oggetto dell’infortunio non potesse essere considerata come opera rientrante nella definizione di “opere edili”.

 

La Cassazione in sentenza evidenzia come per quest’ultimo punto, i giudici della Corte d’Appello hanno giustamente ribadito che la necessità di ricorrere a DPC in via prioritaria rispetto ai DPI sia prevista dal T.U. D.Lgs. 81/2008 e non sia opinione soggettiva di uno dei testimoni.

In merito al punto 1-2-3 il ricorso presentato alla Cassazione si fonda solamente sull’impossibilità di porre in essere DPC di tipo verticale, senza prendere in considerazione il fatto che (visto l’ostacolo che tali dispositivi andavano a creare con le lavorazioni sullo svano in copertura) potevano essere installati DPC di tipo orizzontale (anche reti di protezione).

Per l’aspetto legato all’alta vigilanza, la Cassazione in sentenza richiama alcune fondamentali precisazioni nel sottolineare come il coordinatore per l'esecuzione riveste un ruolo di vigilanza che riguarda la generale configurazione delle lavorazioni e non la puntuale e stringente vigilanza, momento per momento, demandata alle figure operative, ossia al datore di lavoro, al dirigente, al preposto….Ed è proprio in relazione al primario compito di coordinamento delle attività di più imprese nell’ambito di un medesimo cantiere, normativamente attribuito a tale figura professionale, che deve trovare fondamento la definizione della sua posizione di garanzia nel cantiere temporaneo o mobile come positivizzata nel D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 89, comma 1, lett. a)..

Relativamente al punto in ricorso legato alla lavorazione e sua tipologia che esula da opere edili, la Cassazione ricorda da precedente Sentenza che in tema di infortuni sul lavoro, il coordinatore della sicurezza per l'esecuzione dei lavori svolti in un cantiere edile temporaneo o mobile è titolare di una posizione di garanzia, che non può ritenersi esaurita allorché siano terminate le opere edili in senso stretto, in quanto lo stesso continua a rivestire un ruolo di vigilanza sul generale espletamento delle lavorazioni, che ordinariamente afferiscono ai cantieri, per tutto il tempo necessario per la completa esecuzione dell'opera.

Quindi in sintesi dalla sentenza di estrapola che:

a. Il ruolo di alta vigilanza del coordinatore non esime lo stesso in fase di esecuzione dal verificare e coordinare le operatività in essere soprattutto nei momenti di maggior interferenza tra i vari soggetti operanti in cantiere.

b. L’uso dei DPC è prioritario rispetto all’utilizzo di DPI nell’ottica di diminuzione della valutazione del rischio effettuata e sono escludendo ogni tipologia di DPC per motivi ben evidenti e dettagliati, si può procedere a ridurre il rischio tramite specifici DPI.

c. La posizione di garanzia e vigilanza del Coordinatore Sicurezza si estende al generale espletamento delle lavorazioni (anche se non rientranti come opere edili in senso stretto) fino alla completa esecuzione dell’opera.

 

F.to Redazione Tecnica

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