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Cassazione: qual è il limite che divide una fornitura di materiale da un’operatività di cantiere?.

18 May 17

La fornitura di materiale in cantiere e l’infortunio mortale di un operatore della Ditta fornitrice, deceduto a causa del contatto con linee elettriche aeree durante opere di movimentazione dei materiali, è al centro della sentenza della Cassazione n. 23120/2017. Qual è il limite che divide una vera fornitura da un’operatività che rientra a pieno titolo all’interno delle fasi di lavoro del cantiere?.

 

IL FATTO

Veniva condannato il Datore di Lavoro per il reato di omicidio colposo relativo alla morte di un dipendente che rimaneva folgorato a causa del contatto di una macchina operatrice con linee elettriche aeree, durante la fornitura di calcestruzzo all’interno del cantiere.

La sentenza evidenziava come lo stesso Datore di Lavoro non avesse predisposto il POS (Piano Operativo di Sicurezza)  e dotato l’operatore delle opportune misure di protezione rispetto alla valutazione del rischio.

Dopo aver ricostruito la filiera contrattuale che aveva caratterizzato i lavori, la Corte d’Appello aveva stabilito il rapporto di fornitura tra la ditta dell’imputato e la ditta che aveva commissionato il materiale, ma evidenziava la titolarità della posizione di garanzia del Datore di Lavoro di cui era dipendente l’operaio deceduto, ricostruendo profili di colpa in linea con quanto già indicato dal primo giudice.

Il ricorso in Cassazione da parte del legale del Datore di Lavoro si basa sul principio secondo cui l’obbligo di cooperazione ricade in regime di appalto sul Committente/Datore di Lavoro.

L’imputato doveva considerarsi dunque mero fornitore di calcestruzzo e non appaltatore non avendo quindi:

*obbligo di redigere il POS;

*ruolo di dirigente dei lavori in prossimità di linee elettriche aeree.

Inoltre a discolpa dell’imputato Datore di Lavoro, non era stato quest’ultimo a disporre l’operazione incaricando l’operaio deceduto e che era appunto in capo al committente l’onere di una corretta informazione sui rischi specifici.

 

DIRITTO

La Cassazione sottolinea come le censure addotte dai legali del Datore di Lavoro non siano state applicate già dalla sentenza di primo grado; nelle precedenti sentenze infatti risulta corretto e motivato il principio secondo cui “il compito del datore di lavoro è articolato e comprende l'istruzione dei lavoratori sui rischi connessi a determinate attività, la necessità di adottare le previste misure di sicurezza, la predisposizione di queste, il controllo, continuo ed effettivo circa la concreta osservanza delle misure predisposte per evitare che esse vengano trascurate e disapplicate, il controllo infine sul corretto utilizzo, in termini di sicurezza, degli strumenti di lavoro e sul processo stesso di lavorazione” (cit.).

Procedere ad un ricorso fondato sulle argomentazioni inerenti le regole sugli appalti e gli adempimenti del committente è fuorviante rispetto alle manchevolezze del Datore di Lavoro condannato in primo grado ed in Corte d’Appello, a maggior ragione quando le altre figure sono state giudicate separatamente.

La Cassazione, con riferimento anche alla normativa vigente al momento dell’infortunio mortale (D.Lgs. 494/96), sottolinea come “il datore di lavoro è tenuto, prima dell'inizio dei lavori, a trasmettere al coordinatore per l'esecuzione dei lavori del cantiere il piano operativo di sicurezza(cit.).

La sentenza infatti evidenzia come la mera fornitura di materiale sia riconducibile alla consegna di beni che siano manipolati direttamente dalla Ditta richiedente all’interno del cantiere; se la fornitura riguarda anche la movimentazione del materiale o ulteriori oneri operativi (es. pompaggio del calcestruzzo), la Ditta fornitrice diventa a tutti gli effetti una Ditta che partecipa alle operazioni che caratterizzano il cantiere.

 

Quanto indicato dalla Cassazione si allinea perfettamente alla Circolare del 2011 e successiva lettera di chiarimenti inviata dal Ministero del Lavoro agli Organi territoriali di vigilanza dove veniva evidenziato come “nel caso di “mera” fornitura,  non deve partecipare in nessun modo alla posa in opera del calcestruzzo e non deve tenere e manovrare la benna o il secchione o il terminale in gomma della pompa” (cfr. 6.3.2 Scarico in benna o secchione e6.4 Operazioni di pompaggio), cosicché, in caso contrario, si deve ritenere di essere in presenza di una fornitura e posa in opera.

Nell’ipotesi di fornitura di materiali e/o attrezzature, è pertanto necessario che l’ispettore verifichi precisamente se si tratti di una“mera” fornitura oppure di una vera e propria fornitura e posa in opera (in quest’ultima il fornitore partecipa alle lavorazioni che si svolgono in cantiere).

 

 

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F.to Redazione Tecnica

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