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Cassazione: operatività del RUP quale Responsabile dei Lavori.

19 April 17

Il RUP in quanto automatico Responsabile dei Lavori e gli obblighi di vigilanza a prescindere dai comportamenti dei Datori di Lavoro delle Imprese coinvolte e del Direttore dei Lavori, sono al centro della sentenza 18102/2017 della Cassazione Penale Sezione IV.

 

Durante le operazioni di restauro di una ringhiera ed in particolare durante la fase di sostituzione di un cancello di entrata, si generava l’infortunio di soggetto terzo al cantiere che era in transito in prossimità dello stesso. A tale riguardo venivano imputati il Datore di Lavoro dell’Impresa esecutrice (separatamente giudicato) ed il RUP a titolo di cooperazione colposa proprio con il suddetto Datore di Lavoro, in qualità di Responsabile dei Lavori che aveva omesso di nominare il coordinatore sicurezza in fase di esecuzione dei lavori “non consentendo così l'attivazione di un piano operativo di sicurezza necessario per evitare danni a terzi” (cit.)

Il RUP (Responsabile dei Lavori) veniva condannato in primo grado per delle norme di prevenzione infortuni sul lavoro con riferimento a:

-art. 3 comma 4 del D.Lgs. 81/2008 (in relazione all’art. 20 del D.Lgs. 494/96 confluito nell’art. 90 comma 4 del D.Lgs. 81/2008);

-art. 96 comma 1 lett. b) del D.Lgs. 81/2008;

-art. 159 del D.Lgs. 81/2008;

La condanna veniva altresì confermata in Corte d’Appello nel giugno 2016, nonostante l’opposizione del RUP (Responsabile dei Lavori) con le seguenti motivazioni:

*presenza di un’unica impresa in cantiere che non comportava la nomina del coordinatore sicurezza;

*il nesso causale tra la sua condotta e l’evento era stato interrotto da cause autonome ed imprevedibili.

La Corte d’Appello sottolinea come durante i lavori era subentrata un’ulteriore impresa oltre a quella affidataria ed esecutrice dei lavori implicando l’onere di nomina del Coordinatore Sicurezza in fase di Esecuzione proprio in carico al RUP (Responsabile dei Lavori); la condotta inadeguata ha quindi dato origine al sinistro dando forza al nesso di casualità tra comportamento del condannato e l’infortunio.

Il RUP (Responsabile dei Lavori) avverso la condanna confermata anche dalla Corte d’Appello ricorre in Cassazione con i seguenti motivi:

1)       L’impresa affidataria non aveva informato il Responsabile dei Lavori del subentro in cantiere di ulteriore Soggetto incaricato di interventi minimali.

2)       Proprio i dipendenti della seconda Impresa Esecutrice decidevano in autonomia di eseguire la sostituzione del cancello (fase di lavoro che ha originato l’infortunio).

3)       Il Responsabile dei Lavori non ha il compito di essere costantemente presente in cantiere ma ha un compito di “alta vigilanza”.

4)       Era stato nominato un Direttore dei Lavori, a cui “era stato delegato il compito di vigilare sull'osservanza dei piani di sicurezza (cit.). L’omesso controllo da parte dei Direttore dei Lavori aveva dato origine all’iniziativa di cui al punto 2. Il Direttore dei Lavori aveva omesso di informare il RUP (Responsabile dei Lavori) sul subentro della seconda impresa esecutrice.

5)       La condotta autonoma dell’Impresa affidataria e della seconda Impresa esecutrice subentrata in cantiere aveva originato la scelta di rimuovere il cancello, interrompendo così il nesso causale tra la condotta del RUP (Responsabile dei Lavori) e l’evento infortunistico.

La Cassazione, valutate le doglianze del condannato, ritiene inammissibile il ricorso per i seguenti motivi:

1.       Relativamente all’ingresso della seconda impresa esecutrice all’interno del cantiere, senza le opportune informazioni in merito fornite anche dal Direttore dei Lavori, la tesi rimane “rimane mera e generica asserzione, senza neppure fornire specifica indicazione degli atti in base ai quali tale circostanza fosse desumibile” (cit.).

2.       La rimozione del cancello era comunque una fase lavorativa prevista in fase di progetto.

3.       La posizione di garanzia del RUP connessa anche a compiti di sicurezza è attiva sia durante la fase progettuale, sia nell’esecuzione dell’opera generando l’obbligo di verifica sulla corretta attuazione dei piani di sicurezza, e che gli stessi siano completi ed aggiornati rispetto alle reali fasi di lavoro da eseguire; il tutto in linea anche con i compiti stabiliti dalla normativa per il Committente e Responsabile dei Lavori (se nominato ndr.)

4.       Il compito del Direttore dei Lavori è di “sorveglianza tecnica attinente all’esecuzione del progetto nell'interesse dello stesso committente, con la conseguenza che risponde dell'Infortunio subito dal lavoratore solo se é accertata una sua ingerenza nell'organizzazione del cantiere (cit.).

5.       La fase di lavoro costituita dalla rimozione del cancello era comunque prevista in fase di progetto e pertanto “non é sostenibile l'eccentricità del rischio concretizzatosi rispetto all'esecuzione di tale lavoro” (cit.).

 

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