ADDETTI AI LAVORI > GIURISPRUDENZA

Cassazione: nessun comportamento abnorme se manca la formazione del lavoratore.

02 November 17

La formazione come primo vincolo imprescindibile per il datore di lavoro; prendiamo spunto dalla sentenza n. 47470/2017 (sezione VII) della Cassazione per sintetizzare un importante principio giurisprudenziale che in parte è già stato applicato anche su sentenze più inerente l’ambito cantiere e le figure professionali coinvolte.

 

IL FATTO

Veniva condannato dalla Corte di Appello di Ancona il datore di lavoro ai sensi dell’art. 590 C.P.P. a seguito dell’infortunio occorso ad un proprio lavoratore che stava operando utilizzando un muletto elevatore al fine di movimentare un motore per procedere alla riparazione di quest’ultimo; il datore di lavoro ricorrente in Cassazione evidenzia come l’infortunio abbia avuto origine da una scelta autonoma del lavoratore.

 

DIRITTO

La Cassazione evidenzia che uno dei principali obiettivi della normativa antinfortunistica sia quello di proteggere il lavoratore anche nel caso di eventuali disattenzioni dello stesso, evidenzia la Suprema Corte come “nel campo della sicurezza del lavoro, gli obblighi di vigilanza che gravano sul datore di lavoro risultano funzionali anche rispetto alla possibilità che il lavoratore si dimostri imprudente o negligente verso la propria incolumità” (cit.). Tra le varie cautele che il datore di lavoro deve attuare c’è la formazione prevista dalla vigente normativa di cui l’infortunato non era provvisto e che lo stesso utilizzava il muletto per consolidata (seppur errata) prassi aziendale.

E’ ormai chiarito anche da una consolidata giurisprudenza come “l'eventuale colpa concorrente del lavoratore non può spiegare alcuna efficacia esimente per i soggetti aventi l'obbligo di sicurezza che si siano comunque resi responsabili della violazione di prescrizioni in materia antinfortunistica (cfr. Sez. 4, sentenza n. 3580 del 14.12.1999, dep. il 20.03.2000, Rv. 215686); e ciò con specifico riferimento alle ipotesi in cui il comportamento del lavoratore rientri pienamente nelle attribuzioni specificamente attribuitegli (Sez. 4, Sentenza n. 10121 del 23.01.2007, dep. 9.03.2007, Rv. 236109)” (cit.)

Nel caso in analisi dunque la Cassazione ritiene corretta l’analisi svolta dalla Corte d’Appello che ha chiarito come il lavoratore:

- fosse stato chiamato a svolgere una mansione ordinaria (riparazione del motore);

- era sprovvisto della formazione obbligatoria;

-aveva utilizzato il muletto nello stesso modo in cui quest’ultimo veniva sovente adoperato anche dagli altri operatori.

Tutto questo evidenzia come non vi sia interruzione del nesso causale tra la mancata formazione e l’accadimento dell’infortunio.

 

F.to Redazione Tecnica

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ARGOMENTI: CASSAZIONE FORMAZIONE LAVORATORE DATORE DI LAVORO VIGILANZA