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Cassazione: obbligo di cooperazione tra committente e appaltatore.

05 March 15

Con la sentenza in epigrafe la Suprema Corte ha nuovamente ribadito il principio secondo il quale , in caso di appalto di lavori edili, la cooperazione tra il datore di lavoro /committente e l’appaltatore ai fini di assolvere all’obbligo di coordinamento di cui all’art. 26 , comma 2, lett. a) del D.Lgs. n. 81 del 2008, deve essere inteso come un dovere di predisposizione in comune delle misure di prevenzione e protezione ma non come un obbligo per il datore di lavoro / committente di “intervenire in supplenza” dell’appaltatore.

Il caso esaminato dai Giudici di Cassazione riguardava l’infortunio all’interno di un cantiere edile occorso ad un lavoratore di una ditta appaltatrice, a seguito del quale lo stesso era deceduto per essere stato colpito, durante operazioni di scavo eseguite in assenza di segnaletica di sicurezza e di sbarramenti, dalla benna di un’ escavatrice.

Il committente/datore di lavoro e il direttore dei lavori , condannati di reato di omicidio colposo sia in primo grado che in Appello in riferimento al giudizio di responsabilità, hanno proposto ricorso chiedendo l’annullamento della sentenza impugnata.

La Suprema Corte, accogliendo il ricorso proposto, ha ribadito il principio secondo il quale il committente è corresponsabile qualora l’infortunio sia ricollegabile a comportamenti colposamente omissivi e nei casi in cui l’omessa adozione e l’inadeguatezza delle misure di prevenzione sia immediatamente percepibile, fondando tale conclusione sull’indicazione legislativa dello stesso art. 26, comma 2, lett. a) secondo cui "i datori di lavoro cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto" e dalla quale si può desumere che l’operatività dell’obbligo di cooperazione è limitata all’individuazione e attuazione delle misure volte all’eliminazione dei rischi incidenti sia sui dipendenti del committente/appaltante che su quelli dell’appaltatore.

In altri termini, confermando il consolidato orientamento in merito , viene nuovamente ribadito il principio secondo il quale, ferma la doverosità della cooperazione tra committente/datore di lavoro e appaltatore nella prospettiva di eliminare o ridurre i "rischi comuni" ai dipendenti di entrambi, ciascun datore di lavoro deve provvedere autonomamente alla tutela dei propri prestatori d'opera subordinati, assumendosene la relativa responsabilità.

 

F.to Dott. Gabriele BOSSI

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