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Cassazione - Committente e Coordinatore, verbale di ultimazione dei lavori e cessazione responsabilità.

08 March 18

Con Sentenza n. 104/2015 il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Larino dichiarava il  “non luogo a procedere” nei confronti del committente e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, relativamente all’infortunio occorso ad un operatore durante le fasi di rimozione delle casseforme per la realizzazione di un pilastro.

Avverso a tale sentenza propongono ricorso in Cassazione il Procuratore Generale (Corte d’Appello di Campobasso) e gli avvocati delle parti civili, per vizi motivazionali in relazione ai due prosciolti con le seguenti motivazioni in sintesi:

1. Il cantiere non poteva ritenersi concluso, in quanto erano in corso una serie di attività come lo “scassero” delle casseforme per i pilastri.

2. Contraddizione del GUP per aver richiamato la Sentenza n. 3809 Cassazione – Sezione IV in cui viene affermato il principio secondo cui un cantiere non può ritenersi concluso solo perché sono terminate le opere edili in senso stretto.

3. In base a quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (previo accordo con: Direttore dei Lavori, Committente e se nel caso Responsabile dei Lavori) redige il verbale di fine opere di sua competenza sottoponendolo alla firma de:

*impresa affidataria;

*committente (e responsabile dei lavori se nominato).

Tra gli atti di gestione del cantiere in oggetto non vi è traccia di tale documento.

4. L’ultimo sopralluogo in cantiere avveniva in data 19 giugno 2012, mentre alla data del 26.06.2012 (giorno dell’infortunio) erano ancora in atto le fasi di cantiere.

La Cassazione si esprime nel merito della sentenza 104/2015 evidenziando in sintesi che:

1. è possibile una di lettura alternativa rispetto a quanto esposto dal GUP, in evidenza a quanto manifestato dal Consulente Tecnico dell’operaio infortunato.

2. Tale lettura manifesta la possibilità di un nesso causale tra la condotta (colpevole) degli imputati (committente e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione) e l’evento.

3. Omissioni del committente:

a. Verifica dell’adempimento, da parte del coordinatore per l’esecuzione, degli obblighi relativi all’applicazione delle disposizioni sulla sicurezza previste dal PSC.

b. Vigilare sulla presenza del coordinatore per la sicurezza in cantiere.

c. Mancata verifica della validità temporale del DURC.

d. Mancata verifica della validità del contratto di sub-appalto fatta salva la preventiva autorizzazione alla sottoscrizione (all’interno del documento non venivano specificati i costi della sicurezza in cantiere da ricondursi direttamente all’impresa sub-appaltatrice, così come previsto dall’ex art. 26 comma 5 D.Lgs. 81/2008. Tale assenza rendeva il contratto nullo anche ai sensi dell’art. 1418 del Codice Civile).

4. Omissioni del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione:

a. Autore di incoerenze su alcuni dati inseriti all’interno della Gara d’Appalto;

b. Omissione incombenze previste per tale ruolo dall’art. 92 comma 1 D.Lgs. 81/2008.

La Cassazione ricorda il significato della “posizione di garanzia” del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, delegato dal committente, come soggetto qualificato per funzioni e responsabilità di progettazione e coordinamento implicanti particolari competenze tecniche altrimenti ricadenti proprio sul committente.

Compiti e responsabilità discendono dalla funzione di generale alta vigilanza demandata dalla legge allo stesso committente e da quanto previsto dal richiamato articolo 92 D.Lgs. 81/2008 per quanto concerne il coordinatore per la sicurezza in cantiere che è tenuto a verificare in sintesi:

-la corretta applicazione delle disposizioni di cui al Piano di Sicurezza e Coordinamento;

-la corretta applicazione delle procedure di lavoro;

-l’idoneità del Piano Operativo di Sicurezza;

-la coerenza dello stesso POS con il Piano di Sicurezza e Coordinamento;

-l’adeguamento del Piano Operativo di Sicurezza agli eventuali aggiornamenti del PSC;

-il coordinamento tra Datori di Lavoro (compresi lavoratori autonomi) anche per una corretta informazione;

-il coordinamento degli RLS;

-sospendere l’opera o parte di essa per problematiche inerenti il riscontro di un pericolo grave ed imminente;

-segnalare al committente le inosservanze dei soggetti coinvolti rispetto al PSC, proporre l’allontanamento o la risoluzione del contratto;

-segnalare ai competenti organi di vigilanza le eventuali inadempienze dei soggetti esecutori e del committente;

Considerata quindi proprio la definizione di cantiere:

«1. I lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.

2. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.»

quello in oggetto non doveva ritenersi concluso, mantenendo operante la posizione di garanzia del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

Secondo la cassazione i “limiti spazio-temporali” di un cantiere sono correlati al perfezionamento di tutte le fasi di lavorazione, anche successive a lavori edili o di ingegneria civile in senso stretto, funzionali al collaudo ed alla consegna dell’opera, proprio in riferimento alla sentenza n. 3809/2015 richiamata sopra.

Il principio esposto sopra, nell’infortunio in questione, è rafforzato anche dall’assenza della “rituale” comunicazione di fine dei lavori inviata al committente dall’impresa affidataria (assente nel caso in questione).

Per tali motivi la Cassazione annulla la sentenza 104/2015 del Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Larino.

Oltre ai rituali richiami di Legge in merito alle attività e compiti del committente e del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, con l’annullamento si evidenzia l’importanza di porre termine alle opere tramite la redazione di un apposito verbale a firma contestuale dei soggetti affidatari/esecutori e del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, che provvederà a darne informazione scritta anche al committente (e responsabile dei lavori se nominato).

 

Fonte: Sentenza 710/2016 Cassazione – IV Sezione Penale.

 

F.to Redazione Tecnica

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