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Cassazione – analisi completa dell’ambiente di lavoro e dei rischi ad esso connessi come responsabilità imprescindibile.

09 August 17

I compiti del datore di lavoro devono prevedere anche la corretta analisi dei luoghi in cui le sue maestranze andranno ad operare e la traduzione delle procedure all’interno dei documenti di cantiere (POS). Questo in sintesi il contenuto della sentenza n. 38529/2017 sez. IV della Cassazione, da cui andiamo ad estrapolare i principi salienti di maggiore interesse per l’ambito tecnico.

 

IL FATTO

Veniva condannato dalla Corte di Appello di Bologna a sei mesi di reclusione LM in qualità di amministratore e legale rappresentante della Ditta X per imprudenza ed imperizia nonché in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro concernenti le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei mobili nell’aver difettato nella corretta analisi dei rischi legati al posto di lavoro, causa scatenante della morte di uno dei propri dipendenti.

Nello specifico l’infortunio mortale dell’operaio avveniva durante lavori di allestimento armature metalliche su un galleria di dimensioni rilevanti (lunghetta mt. 100, larghezza mt. 20, altezza mt. 12) a seguito del contatto dei materiali da costruzione con la sottostante linea di alta tensione a servizio del traffico ferroviario.

La presenza di una fessurazione ha causato il contatto accidentale tra l’operatore e la linea di alta tensione tramite lo scivolamento di alcuni tondini di ferro e la caduta di questi ultimi proprio dall’apertura sul piano di calpestio.

Il Datore di Lavoro veniva quindi accusato di non essersi accertato delle condizioni e rischi che il luogo di lavoro poteva avere, prima dell’inizio delle lavorazioni, passaggio che poteva permettere di identificare la fessura presente e la vicinanza alle linee elettriche di alta tensione sottostanti e che questo non fosse quindi tradotto neanche all’interno della documentazione di cantiere.

Il ricorrente in Cassazione propone come motivo del ricorso (similmente ai precedenti due gradi di giudizio) il fatto che l’area di lavoro in cui stava operando l’operaio (poi deceduto) non fosse di diretta competenza della propria Società, a cui era stato consegnato un tratto limitrofo in cui erano assenti fessurazioni e di conseguenza il rischio stesso di folgorazione e che comunque di tale rischio i suoi operai erano stati regolarmente edotti.

DIRITTO

La Cassazione nel rigettare il ricorso e condannare il ricorrente in premessa ricorda come uno dei principi fondanti della normativa è quello “di assicurare al massimo livello un ambiente di lavoro sicuro, con conseguente "estensione" dei soggetti onerati della relativa "posizione di garanzia" nella materia prevenzionale allorquando l'omessa adozione delle misure antinfortunistiche prescritte risulti la conseguenza del rilevato omesso coordinamento” (cit.).

Tale principio non è stato correttamente applicato nella considerazione che:

-il POS presente riportava come data di ultimo aggiornamento l’anno 2001 (l’infortunio si era materializzato nel maggio 2004);

-il POS è da considerarsi “del tutto generico” (cit.) non specificando nemmeno il dettaglio delle operatività per i singoli lavori da svolgere;

-assoluta carenza di misure di coordinamento nel POS, ascrivibili anche a carenze del PSC e di corretta valutazione dei rischi specifici di quel preciso ambiente di lavoro;

-il datore di lavoro “era tenuto ad ispezionare l'ambiente che i propri operai avrebbero impegnato per svolgere l'attività lavorativa e prendere atto dell'esistenza di una linea aerea elettrica attingibile dagli strumenti che i propri operai utilizzavano” (cit.).

Inoltre l’impresa X aveva ottenuto l’appalto in questione relativo alla posa di armature metalliche unitamente alla Ditta Y, con regime di associazione temporanea di imprese; poco importa dunque se nell’organizzazione interna tra i due soggetti esecutori, i luoghi in cui è avvenuto l’infortunio non erano di stretta competenza della Ditta del condannato datore di lavoro visto che gli stessi erano da considerarsi comunque cantiere in cui dovevano operare (o comunque transitare) gli operai dei due soggetti esecutori.

 

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ARGOMENTI: CASSAZIONE AMBIENTE DI LAVORO DATORE DI LAVORO POS FOLGORAZIONE