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Cassazione – Responsabilità del coordinatore per infortunio mortale durante la sospensione dei lavori.

06 September 17

I Giudici di Cassazione affrontano e approfondiscono nuovamente il ruolo del coordinatore della sicurezza nei lavori edili esaminando il ricorso proposto da un coordinatore che si era visto condannare sia dai giudici di merito che in appello (con sola riforma delle statuizioni civili) ai sensi degli artt. 113 e 589, comma 2, cod. pen. per avere colposamente concorso a cagionare la morte di un operaio caduto mentre effettuava operazioni di posa in opera dei telai di una finestra.

IL FATTO

Nello specifico, il ricorso veniva proposto deducendo, tra i vari motivi a fondamento, violazione di legge e vizio di motivazione in ordina alla sussistenza del potere-dovere di attivarsi per impedire l’evento, avvenuto in un periodo in cui l’area di cantiere era temporaneamente chiusa causa sospensione dei lavori. 

DIRITTO

Nell’esaminare il ricorso , la Suprema Corte in primis ripercorre brevemente la funzioni e i compiti del coordinatore della sicurezza, rammentando come tale figura sia stata introdotta per la prima volta con il d.lgs. 14 agosto 1996, n° 494, con lo scopo di consentire al committente di delegare i compiti e le responsabilità di progettazione implicanti particolari competenze tecniche a cui si ricollega una funzione di vigilanza alta che non si confonde con quella operativa propria delle figure del datore di lavoro e delle figure che da quest’ultimo ricevono poteri doveri quali il dirigente e il preposto.

La responsabilità del coordinatore della sicurezza, precisano i Giudici della Suprema Corte, discende sia dalle funzioni di alta vigilanza che la legge pone a carico del committente, sia dalle previsione contenute nell’art. 5 d.lgs. n° 494/96 secondo cui tale figura è tenuta a (cit.):

a) verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento... e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; 

b) verificare l'idoneità del piano operativo di sicurezza,... e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; 

c) organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; 

d) verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; 

e) segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, e alle prescrizioni del piano di cui all'articolo 12 e proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto...; 

f) sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

Pertanto, in linea con il consolidato orientamento giurisprudenziale, viene nuovamente confermato come gli obblighi di vigilanza del coordinatore non riguardino una vigilanza momento per momento, compiti riferibili solo alle figure operative quali il datore di lavoro, il dirigente e il preposto. 

E’ stato inoltre ribadito come gli obblighi di cui sopra presuppongono necessariamente che i lavori siano iniziati o comunque siano in fase di avvio, in modo da rendere attuali, da una parte, l’obbligo delle imprese operanti nel cantiere di adempiere agli obblighi prevenzionistici, dall’altra, il compito di vigilanza del coordinatore in ordine al corretto e funzionale adempimento delle previsioni del piano della sicurezza . Tale verifica da parte del coordinatore, in una situazione di sospensione indeterminata dei lavori, non avrebbe avuto secondo i Giudici alcun scopo pratico e significato. 

Per tali motivi, conclude la Corte, nel caso esaminato il coordinatore della sicurezza, essendo il cantiere sospeso al momento dell’infortunio e non avendo ricevuto alcuna comunicazione in merito all’intenzione di riprendere i lavori, è incolpevole non potendo essere addebitato a quest’ultimo alcuna violazione degli obblighi di vigilanza.

(fonte: Cassazione Penale, Sez. 4, 23 febbraio 2015, n. 7960)

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