ADDETTI AI LAVORI > GIURISPRUDENZA

Cassazione – Caduta di un operaio e responsabilità del coordinatore sicurezza.

03 November 16
Con la sentenza in epigrafe la Suprema Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Tizio il quale, in qualità di coordinatore per la sicurezza, si era visto condannare sia in primo grado che in appello per aver cagionato colposamente, durante i lavori di ristrutturazione di un ospedale, la morte di un operaio.
 
Accadeva difatti che l’operaio, mentre stava procedendo ai lavori di intonacatura dei locali posti al terzo piano dell'ospedale e in particolare della parte dei muri posta a lato delle finestre dalle quali erano stati tolti gli infissi, cadeva improvvisamente nel vuoto attraverso l'apertura non protetta di una di esse.
 
Il coordinatore per la sicurezza era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Ferrara, sentenza poi confermata integralmente dalla Corte di Appello di Bologna, per responsabilità dell’evento ai sensi reati degli art. 113 e 589, comma 2, oltre che a titolo di colpa generica, anche per colpa specifica consistita nella violazione delle previsioni di cui all'art. 5, comma 1, lett. a), e) e f), d.lgs. 14 agosto 1996, n. 494.
 
Il Tribunale di primo grado riconosceva la responsabilità dei reati ascritti al coordinatore per la sicurezza per le seguenti ragioni:
- non aver attuato le necessarie verifiche, in ordine al rispetto, da parte delle imprese esecutrici dei lavori di intonacatura dei locali del terzo piano, delle prescrizioni contenute nel piano di sicurezza e coordinamento e che i lavoratori non fossero esposti a gravi rischi di caduta dall'alto;
- non avere segnalato al committente dei lavori, previa contestazione alle imprese esecutrici, le inosservanze alle prescrizioni contenute nel piano di sicurezza con riferimento ai lavori di intonacatura dei locali del terzo piano;
- pur avendo evidenza dei gravi rischi di caduta dall’alto dei lavoratori, non avere immediatamente sospeso i lavori predetti.
 
Esaminando il caso di specie, la Suprema Corte ha precisato che, pur non sussistendo a carico del coordinatore per l'esecuzione dei lavori un obbligo di presenza continuativa - operativa - sul cantiere (demandata al datore di lavoro e ai soggetti da lui preposti alla sicurezza dei lavoratori), egli è comunque tenuto a programmare ed effettuare le visite periodiche nel modo più idoneo e funzionale all'espletamento dei suoi compiti di vigilanza, nonché a informarsi scrupolosamente sullo sviluppo delle opere, verificando specificamente (per ciascuna fase) l'effettiva realizzazione e adozione delle prescritte misure di sicurezza, provvedendo a contestare per iscritto ai titolari delle imprese coinvolte le violazioni riscontrate alla disciplina antinfortunistica, segnalandole contestualmente al committente.
 
Ancora una volta i Giudici della Cassazione, confermando il prevalente orientamento giurisprudenziale, secondo cui il coordinatore per la sicurezza, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, ha il compito di effettuare una verifica della concreta, effettiva e prevedibilmente costante adozione delle misure predisposte nel piano per ciascuna fase dei lavori.

(Cassazione Penale, Sez. 4, 17 novembre 2014, n. 47283)

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