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Caratteristiche e classificazione delle coperture.

09 February 17

L’analisi delle caratteristiche intrinseche e visive delle coperture oggetto di intervento è parte fondamentale per la corretta valutazione dei rischi e la predisposizione degli opportuni documenti legati anche alle future manutenzioni.

Il Fascicolo dell’Opera piuttosto che l’eventuale Elaborato Tecnico della Copertura per la sintesi progettuale dei sistemi anticaduta predisposti, offre il fianco del Professionista che lascia una fondamentale eredità progettuale ad uso e consumo del committente e dei futuri manutentori chiamati da quest’ultimo ad intervenire sulla copertura dell’involucro edilizio.

Partiamo quindi da una sintetica analisi dei rischi più comuni per opere in copertura, che rispecchia fedelmente anche le incidenze infortunistiche più rilevanti per operatori in quota; il primo aspetto è sicuramente la caduta da bordi laterali del perimetro delle coperture con conseguenze mortali per l’operatore.

Questa problematica può ridurre le sue conseguenze se l’altezza di caduta si riduce ma allo stesso modo molte delle normative locali sul tema linee vita e sistemi anticaduta per lavori in copertura (o facciate) pone spesso dei limiti di applicazione legata appunto alla distanza tra quota in gronda e piano calpestabile a terra.

Questo può trarre in inganno il Professionista che dovrà procedere alla redazione di un Fascicolo dell’Opera o (nel caso) all’Elaborato Tecnico della Copertura, con il pericolo di sottovalutare ogni e possibile rischio anche per lavori con piano di intervento entro i 2,00 mt. dal suolo.

Ricordo che la Cassazione si è già espressa in numerose occasioni sull’argomento degli infortuni occorsi ai lavoratori che operavano anche a quote inferiori ai 200 cm. da terra, ma senza un’opportuna analisi del rischio e relativi accorgimenti di sicurezza.

Detto ciò non è quindi la distanza dal suolo a poter garantire una maggiore leggerezza in sede di valutazioni preliminari e progettuali da parte del Professionista.

Altro rischio rilevante è lo scivolamento sul piano di lavoro che può comportare traumi da impatto anche senza la caduta a terra dell’operatore.

Inoltre questo rischio può innescare anche la caduta per sfondamento del piano di lavoro in copertura nel caso in cui il corpo dell’operatore transiti fuori controllo su zone non calpestabili.

Proprio lo sfondamento dal piano di lavoro in copertura è la maggior casistica di infortunio riscontrabile dai dati statistici forniti dalle Istituzioni; lucernari o piani di lavoro non verificabili in modo preliminare tramite schede tecniche dei materiali piuttosto che pacchetti di copertura la cui vetustà o scarsa manutenzione hanno comportato una diminuzione della resistenza al transito possono trarre in inganno professionisti e datori di lavoro.

Cosa dobbiamo tener presente dunque come aspetti di dettaglio che possono generare infortuni:

*inclinazione;

*pedonabilità;

*presenza sistemi di protezione;

*regolarità geometrica;

*tipo di accesso (interno o esterno);

*presenza di strutture e impianti potenzialmente pericolosi.

Tralasciamo in questa analisi la corretta valutazione da parte del Coordinatore Sicurezza e del Datore di Lavoro che sarà oggetto di ulteriore approfondimento nella sezione COPERTURE del portale.

Dedichiamoci quindi ad una corretta suddivisione delle tipologie di coperture:

 

RISCHIO CADUTA DELL’OPERATORE DAL PERIMETRO E RISCHIO SFONDAMENTO

IN BASE ALLA STRUTTURA

COPERTURE PORTANTI

Che possono sostenere sia il peso delle persone che degli eventuali materiali depositati, ovvero che abbiano un valore della portata riferita ai carichi verticali concentrati non inferiore a 2,00 kN/m2 (vedi D.M. 14/09/2005 “Norme tecniche per le costruzioni”).

COPERTURE NON PORTANTI

Caratterizzata da materiali con spiccata fragilità intrinseca (es. vetroresina, orditura secondaria in tavelloni di cotto, strutture in legno non manutenute) o friabili (es. fibro cemento, eternit), che non garantiscono la tenuta per il peso degli operatori né quello dei materiali depositati, (comunque con valore della portata riferita ai carichi verticali concentrati inferiore a 2,00 kN/ m2).

 

IN BASE ALLE CARATTERISTICHE E DOTAZIONI

COPERTURE PRATICABILI

E’ garantito accesso e transito di operatori senza predisposizione di particolari mezzi /o misure di sicurezza, in quanto non sussistono di persone e/o cose dall'alto né rischi di scivolamento in condizioni normali [vedi UNI 8088].

COPERTURE NON PRATICABILI

Non è possibile l'accesso e il transito di operatori previa predisposizione  di particolari mezzi /o misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o cose dall'alto e contro i  rischi di scivolamento [vedi UNI 8088].

 

 

Questo riepilogo diventa di fondamentale importanza per prevedere in modo corretto tutti i Dispositivi di Protezione Collettiva che possono garantire la riduzione/annullamento dei rischi presi in considerazione (es. reti di sicurezza o impalcati interni atti a garantire l’operatore in caso di incidente).

C’è però un ulteriore aspetto legato allo scivolamento dell’operatore sul piano di lavoro in copertura che porta a dover predisporre specifiche misure la cui tipologia varia proprio in funzione della pendenza effettiva riscontrata, così come da vigente normativa.

 

RISCHIO SCIVOLAMENTO

IN BASE ALLA STRUTTURA

SUPERFICIE DI LAVORO ORIZZONTALE

Superficie in cui il lavoratore, in piedi o camminando in ogni direzione su di essa, non è soggetto al rischio di scivolamento e/o di rotolamento, mantenendo l’equilibrio nella posizione iniziale.

 

SUPERFICIE DI LAVORO A DEBOLE PENDENZA

Superficie in cui il lavoratore, in piedi o camminando in ogni direzione su di essa, pur potendo mantenere l’equilibrio della posizione iniziale, è soggetto ad un rischio lieve di scivolamento, di rotolamento.

 

SUPERFICIE DI LAVORO A FORTE PENDENZA

Superficie in cui il lavoratore pur potendo stare in piedi o camminare in ogni direzione su di essa è soggetto ad un rischio elevato di scivolamento, di rotolamento.

 

SUPERFICIE DI LAVORO A FORTISSIMA PENDENZA

Superficie in cui il lavoratore non può stare in piedi o camminare in ogni direzione su di essa senza scivolare, rotolare.

 

(definizioni tratte da Misure di prevenzione e protezione collettive e individuali in riferimento al rischio di caduta dall’alto nei cantieri edili – SSR Emilia Romagna)

 

E’ il caso infatti dei parapetti temporanei che devono possedere caratteristiche idonee proprio alla pendenza riscontrabile, così come analizzato nell’approfondimento COPERTURA E PARAPETTO PROVVISORIO – TIPOLOGIE, CLASSIFICAZIONI E REQUISITI DI RESISTENZA.

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Come sempre quindi una compiuta valutazione preliminare dello stato dei luoghi è il mattone fondante di un corretto processo di valutazione dei rischi e quindi delle relative misure atte alla riduzione degli stessi.

 

F.to Geom. Alessio Cencioni

(Libero professionista con esperienza ventennale in ambito di sicurezza cantiere)

 

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