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Cantiere aperto al pubblico per visite guidate.

24 August 17

E’ sempre più diffusa la possibilità di fruire della vista di cantiere allestito per operazioni di restauro o recupero del patrimonio artistico italiano; la possibilità di poter consentire al pubblico un punto di vista originale e spesso tale da permettere la percezione di dettagli e aspetti che non sarebbero visibili dal normale punto di vista da terra.

Una possibilità anche per il Committente di poter incamerare un ritorno economico utile alla diluizione dei costi dell’intervento ma sicuramente un aggravio delle responsabilità verso i visitatori esterni.

Andiamo dunque ad analizzare due interventi che abbiamo visionato direttamente e che possono rendere l’idea delle problematiche relative alle figure professionali coinvolte nei lavori di ripristino e restauro.

Nel primo caso poniamo in evidenza un intervento ormai concluso, relativo al recupero della Fontana di Trevi in Roma; lavoro particolarmente consistente visto lo sviluppo dell’opera sia come estensione a terra, che per la sua elevazione.

In questo frangente la visuale del cantiere da parte dei turisti e dei non addetti ai lavori era garantita tramite una duplice possibilità:

-visionare l’intera opera dall’esterno del perimetro, fruendo di una delimitazione del cantiere eseguita con pannelli in plexiglass;

-entrare all’interno dello spazio di lavoro tramite una passerella aerea comunque svincolata dalle lavorazioni.

Dunque né il committente (Comune di Roma), né il coordinatore sicurezza potevano avere problematiche dirette; i soggetti esterni rimanevano comunque estranei all’area di cantiere senza aver necessità di interrompere alcune (o tutte) le lavorazioni.

Si rilevava solo una modifica in merito alla tipologia di cantierizzazione (pannelli plexiglass su struttura metallica) che risultava essere un costo opzionale aggiuntivo rispetto alle consuete delimitazioni di cantiere e quindi un’incidenza che a nostro parere esulava dalla valutazione economica della recinzione all’interno dei costi della sicurezza per il cantiere.

Il secondo caso in analisi è quello del cantiere per il restauro della Maestà di Simone Martini, all’interno del Palazzo Comunale di Siena; questo differisce totalmente dal cantiere della Fontana di Trevi per due aspetti principali:

-il transito dei visitatori e del pubblico avviene all’interno del cantiere;

-le lavorazioni in corrispondenza temporale degli accessi vengono totalmente sospese.

Il transito del pubblico avviene direttamente dall’accesso ordinario del cantiere, così come la salita (discesa) verso i vari livelli del ponteggio e per ovvi motivi le lavorazioni vengono totalmente sospese e il percorso di transito-stazionamento del pubblico liberato da ogni materiale e/o attrezzatura.

In questo caso sia il Committente (Comune di Siena) sia il Coordinatore Sicurezza sono stati chiamati a sviluppare specifiche procedure per la salvaguardia di tutti i soggetti coinvolti nel restauro e dei visitatori.

Siamo però concordi nel sottolineare come sia compito del Coordinatore Sicurezza quello di processare questo tipo di situazione? A nostro parere no, per una serie di motivi che di seguito andiamo ad analizzare.

Intanto il cantiere è inserito all’interno di un Polo Museale, dotato comunque di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per quanto riguarda l’edificio (Comune di Siena) e di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per quanto concerne il personale addetto alla ricezione e custodia degli spazi (Appaltatore esterno).

Inoltre le visite non sono a carattere gratuito come è avvenuto invece per la Fontana di Trevi in Roma, ed il committente ne trae guadagno.

Chi è dunque il responsabile ultimo di questi accessi di tipo turistico? A nostro parere l’RSPP dell’Azienda che si occupa della ricezione dei visitatori e della custodia degli spazi e questa fase dovrebbe essere inserita all’interno del suo DVR.

Certo l’RSPP non può non collaborare con il Coordinatore Sicurezza che procederà ad inserire nel PSC la fase di “chiusura temporanea” del cantiere con annesse procedure per rimozione materiali ed attrezzature al fine di ridurre al massimo grado il rischio infortunio per il pubblico ma il compito di quest’ultimo termina nel momento della chiusura temporanea del cantiere (lavori). Il Coordinatore Sicurezza informerà inoltre l’RSPP sulla capacità di tenuta degli eventuali ponteggi, passerelle e simili, al fine di poter definire il carico massimo e il relativo numero limite per gli accessi. La riapertura di quest’ultimo per scopi turistici non può gravare all’interno dei compiti del Coordinatore Sicurezza perché in quel momento l’area non si può considerare cantiere ma un “apprestamento” per consentire al pubblico un diverso accesso verso l’opera d’arte e nulla di più.

Sarà il personale addetto ad accompagnare le visite a sincerarsi in via preliminare a queste ultime, che gli spazi siano liberi da materiali e/o attrezzature così come previsto nel PSC del coordinatore sicurezza e nel caso impedire la visita se lo stato dei luoghi non fosse idoneo a quanto descritto nella procedura.

All’interno del DVR l’RSPP provvederà ad inserire i DPI che riterrà opportuni per il tipo di visita ed i rischi ad essa collegati, sia per il personale “interno” sia per il pubblico che dovrà essere debitamente informato tramite una riunione preliminare all’accesso sulle problematiche, rischi e regole di rispetto.

 

 

 

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