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Cade dal trabattello: Cassazione condanna anche il Coordinatore Sicurezza.

11 October 17

Il Coordinatore sicurezza (CSP & CSE) non ha soltanto il compito di organizzare il lavoro tra le diverse imprese operanti nello stesso cantiere, ma anche quello di vigilare sulla corretta osservanza delle prescrizioni del piano di sicurezza e sulla scrupolosa applicazione delle procedure di lavoro a garanzia dell'incolumità dei lavoratori (Cit.)

Questo quanto nuovamente ribadito dalla Corte di Cassazione in ordine ai profili di responsabilità ascrivibili alla figura del coordinatore sicurezza all’interno dei cantieri e alla posizione di garanzia che lo stesso ricopre alla luce di quanto previsto in materia antinfortunistica.

IL FATTO

Il dipendente di una ditta appaltatrice alcuni lavori in una palazzina nel Comune di Fano, cadeva dal trabattello su cui era salito per rimuovere la carta da parati di una stanza, decedendo alcuni giorni dopo a causa dei traumi riportati.

Rinviati a giudizi all’esito delle indagini, il professionista incaricato del ruolo di Coordinatore Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e Coordinatore Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE), il Datore di Lavoro e il Preposto al cantiere venivano condannati sia in primo grado che in appello per aver cagionato colposamente la morte del suddetto lavoratore per imprudenza, negligenza, imperizia e violazione delle norme in materia di prevenzione infortuni sul lavoro.

Precisamente al CSP - CSE veniva contestato:

- l’omissione della verifica della corretta applicazione da parte della ditta esecutrice, attraverso opportune azioni di controllo, delle misure previste nel PSC e nel POS in relazione ai ponti su ruote o trabattelli;

- di aver omesso di provvedere che il PSC contenesse le misure generali da adottare contro il rischio di caduta dall'alto, evidenziando la genericità e l’insufficienza della dicitura: "Essi non devono superare l'altezza di m. 2, altrimenti vanno dotati di parapetto perimetrale".

 

DIRITTO

Esaminando il caso di specie, in linea con il costante orientamento, i Giudici della Cassazione hanno nuovamente ribadito che il Coordinatore Sicurezza è titolare di un'autonoma posizione di garanzia che, nei limiti degli obblighi specificamente individuati dalla legge, si affianca a quelle degli altri soggetti destinatari delle norme antinfortunistiche e comprende:

l'istruzione dei lavoratori sui rischi connessi alle attività lavorative svolte;

- la necessità di adottare tutte le opportune misure di sicurezza e la loro effettiva predisposizione;

- il controllo continuo ed effettivo sulla concreta osservanza delle misure predisposte;

- il controllo sul corretto utilizzo, in termini di sicurezza, degli strumenti di lavoro e sul processo stesso di lavorazione.

Pertanto, ritenendo corrette le argomentazioni svolte dai giudici dei primi gradi di giudizio, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal Coordinatore Sicurezza, dal Datore di lavoro e dal Preposto, confermando la sentenza di condanna.

Fonte: Cassazione Penale, Sez. 4, 11 aprile 2016, n. 14770

 

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